
Se c'è una cosa che, più di altre, mi ha fatto accettare di buon grado un mio secondo semestre di impiego in Libano è stata la sua cucina.
Le pietanze di questo paese sono eccellenti e rispecchiano la tanto celebrata dieta mediterranea: verdure, legumi, insalate, ortaggi, carni bianche e olio extravergine di oliva sono i principali ingredienti che potete trovare nelle case e nei ristoranti libanesi.
Facciamo adesso una panoramica di quello che potete aspettarvi se avrete la fortuna di sedervi in uno dei tanti locali che servono questi ottimi piatti.
Innanzi tutto, appena entrati, il cameriere vi porterà dei piattini con stuzzichini come quelli nella foto.

In questo caso vediamo lupini (tormos), carote salate (jasar) e semi vari (bzurat) ma potranno servirvi anche peperoni, sottaceti altro.
Quando vi porteranno il menù, non aspettatevi di capirci molto; potete regolarvi come faccio io cioè chiedete le "mezzas" che sono gli antipasti libanesi lasciando mano libera al cameriere.
Vi verranno servite tutta una serie di piatti e ciotole contenenti bontà dai sapori esotici e insoliti.
Quasi sicuramente vi porteranno due tipi di insalata.
Il fattoush fatto con pomodori, cetrioli, cipolle rosse, insalata verde (lattuga), ravanelli, carote, olive nere, prezzemolo, menta, succo di limone e extravergine di oliva; viene generalmente accompagnato con crostini di pane.

L'altra insalata è il tabulè, un piatto freschissimo fatto con molto prezzemolo, menta, pomodori, cipolla, tritati finemente e conditi con olio e limone.

Dell'
hummus vi ho già scritto in altro post.

C'è poi una "mezzas" che ricorda l'hummus ma al posto dei ceci si usa la melanzana passata alla fiamma viva; il nome di questa squisitezza è mutabal beitinjan e generalmente viene servita con dei grani di melograno. La mutabal beitinjan realizzata senza l'utilizzo della tahina viene chiamata baba ghannouj.

Proseguendo, potremo trovare le batata harra, sono delle patate piccanti passate al forno, aromatizzate con menta e condite con olio, limone e prezzemolo.

Le kebbeh meklie sono delle polpette di grano spezzato ripiene di carne di manzo, pinoli e cipolla.

Continuando a parlare di carne potete trovare i saudat jaj, fegatini di pollo conditi con limone e debs rumman (una sorta di aceto di melograno).

Una cosa molto particolare è il warak inab; sono degli involtini di foglie di vite ripieni di riso.

E rimanendo in tema di involtini, cosa ne dite di questi rkakat? Non è una parolaccia, sono degli involtini di pasta sfoglia ripieni di formaggio fresco.

Deliziosi sono questi makanek, salsiccette di manzo (più raramente montone) condite con l'onnipresente limone.

E se tutti questi antipasti non vi sono bastati, potete ordinare la portata principale a base di carne o pesce.
Io di solito ordino il taouk..

Sono dei bocconcini di pollo speziati e passati nel concentrato di pomodoro,

serviti in una fetta di khobez arabi (pane arabo) per non disperderne il calore e accompagnati da patatine e da una deliziosa crema all'aglio.

Altrettanto buono è il pollo servito su un letto di riso e mandorle.

In molti ristoranti non sarà possibile innaffiare queste pietanze con del vino in quanto ci troviamo in un paese musulmano e al massimo potrete trovare della birra analcolica. Solo nei grandi centri turistici, frequentati dagli occidentali, i ristoranti hanno una carta dei vini decente.
Al termine del pranzo, in alcuni locali, il cameriere vi inviterà ad alzarvi e a sedervi ad un tavolo vicino sul quale troverete vassoi di frutta di ogni tipo e dove vi serviranno il caffè.
Il caffè è, purtroppo, una nota dolente sulla quale non mi dilungo.

Il pranzo si conclude, generalmente, con una fumatina di narghilè; basta chiederlo e il cameriere vi porterà questo caratteristico strumento con un bocchino sigillato e l'aria si riempie di fragranze che rimandano ad atmosfere dalle mille e una notte.
Sarà, invece, quasi impossibile trovare dolci; se proprio ne avete voglia potete entrare in una delle molte pasticcerie dove non avrete che il piacevole imbarazzo della scelta e il vostro colesterolo avrà un'impennata imbarazzante.

Vi consiglio vivamente di visitare qualche pasticceria; è una esperienza notevole e tutti i sensi (tranne l'udito) verranno stimolati in maniera piacevole.

Un caro saluto... io vado a cena.