Translate

Lettori fissi

Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.
Visualizzazione post con etichetta Solidarietà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Solidarietà. Mostra tutti i post

giovedì 22 luglio 2010

I Nostri Angeli -Edizione 2010

In un'afosa giornata della settimana scorsa ero in cerca di refrigerio girovagando nel reparto surgelati di un supermercato quando mi squilla il cellulare. Era il mio amico Marino Andolina che mi ricordava l'annuale appuntamento con il Premio Giornalistico Luchetta ideato ed organizzato dalla Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin.

Accidenti!! In questo anno, assorto nei mille pensieri della mia professione e della mia nuova vita che sto costruendo ed inventando giorno dopo giorno, mi era passato di mente questo importante appuntamento e la Fondazione mi aveva inviato l'invito ufficiale nella mia precedente abitazione. Ovviamente confermo la partecipazione e dopo pochi minuti mi chiama Mauro, altro componente della Fondazione con un entusiasmo ed una gran voglia di fare che difficilmente ho riscontrato in altra gente. Un paio di battute scambiate e gli accordi presi per la serata del 21 luglio con i rari clienti del supermercato che forse hanno pensato fossi un giornalista!!
Della Fondazione e del Premio Luchetta ho già avuto modo di parlare in precedenza per avere avuto la fortuna di collaborare col Dott. Andolina & co. durante i miei soggiorni in Libano.
E così ieri, in una tiepida serata estiva, in una magnifica Trieste in versione estiva, in una Piazza Unità d'Italia tirata a lustro, mi sono seduto al posto riservatomi dall'impeccabile organizzazione e mi sono goduto questa serata.
Il Premio Giornalistico è un momento di grande riflessione e commozione perchè la Fondazione ha inteso riconoscere il duro lavoro di chi, per raccontare la verità, affronta pericoli e situazioni di rischio e confeziona infine un servizio, un articolo, una foto di grande impatto che riguarda i bambini vittime di guerre e catastrofi. Non sto parlando certo della cosiddetta "cultura del dolore" ma di autentica denuncia di ciò che accade ancora troppo spesso a milioni di poveri bambini. Da questi prestigiosi riconoscimenti nascono, poi, mille occasioni per riflettere sulla condizione dell'infanzia e della splendida realtà che rappresenta la Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin e il suo patrimonio di professionisti e volontari.
La serata è stata condotta da Lamberto Sposini
ed è filata liscia come l'olio. I premi consegnati sono stati sei e per il resoconto vi rimando alla pagina web del Premio. Hanno allietato la serata Massimo Ranieri
e Irene Fornaciari
ma i veri protagonisti sono stati loro: i piccoli di tutto il pianeta. Quelli assistiti dalla Fondazione e presenti in Piazza in gran numero e quelli in giro per il globo.
Grande nostalgia ho avuto assistendo ad un collegamento via satellite con il Libano e con i Caschi Blu italiani di UNIFIL... che nostalgia di quei posti e che piacere aver rivisto, anche se solo attraverso un monitor, un dottore libanese che lavora per la Fondazione e che ho aiutato ad allestire un ambulatorio per i Palestinesi.
Al termine della registrazione, che andrà in onda su Raiuno, in seconda serata, sabato 24 luglio, ho avuto occasione di salutare vecchi amici e sono riuscito a strappare (insieme ad Andolina) una promessa di finanziamento da parte di un personaggio della Regione per un progetto in Libano... vedremo a settembre se la cosa si concretizzerà.
Spenti i riflettori mi sono immerso nella "movida" triestina con l'animo gonfio di speranza e di fiducia... fiducia in questi uomini e donne che, senza niente chiedere, tanto fanno per gli "altri".
Un caro saluto.

venerdì 29 maggio 2009

Grazie dottore

L'altro giorno ho ricevuto una mail in risposta ad alcuni saluti fatti ad amici che hanno condiviso con me la recente avventura libanese. 
Questa mail viene da un pediatra dalla grande umanità, pazienza e competenza che, primario presso un importante ospedale del Triveneto, ha lavorato con il mio gruppo per oltre tre mesi prestando la sua opera con i nostri ambulatori mobili. 
La riporto di seguito per conservare su questo blog il ricordo di una persona cara.
Caro Roberto,
mi ha fatto un piacere enorme ricevere la tua mail. A costo di sembrarti malinconico ti assicuro che la mia piccola esperienza a Tibnin è stata importantissima. 
Alcuni  motivi sono ovvi, altri ancora li sto scoprendo. Intanto mi serviva dare uno stacco al lavoro in ospedale, che, pur non essendo affatto routinario, è comunque stressante e "solito". (...)
Quindi aver conosciuto tante persone, di qualunque livello e con così tante differenze di carattere e mentalità mi ha arricchito. Per non parlare di quello che ho ricevuto in termini di soddisfazione dal mio piccolo contributo verso la popolazione libanese. 
Ti dicevo che giorno per giorno ripercorro i vari aspetti della preparazione e mi vengono in mente le lezioni dei tuoi colleghi, e tutti gli altri. 
Da te ho ricevuto molto, ho apprezzato le indicazioni che mi davi senza farle mai calare dall'alto, con il tuo sguardo e il tuo sorriso rassicurante. Adesso capisco meglio la tensione e l'alta responsabilità legata al tuo specifico ruolo. Ti ringrazio perchè mi hai lasciato fare, per avermi consigliato e incoraggiato. 
(...) Non finirei più di scrivere, mi ricordo di tutte le vostre facce, e spero che per tutti l'esperienza in Libano sia stata bella (scusa per questo termine) come per me. 
Non finirò mai di ringraziarti e ti considererò sempre un mio maestro. 
Con affetto...

martedì 10 marzo 2009

Buone notizie per Fatima

Finalmente!!! 
Siamo riusciti a risolvere un problema che da qualche giorno mi tormentava.
La piccola Fatima, di cui ho scritto in precedenza, aveva urgenza che gli venissero sostituiti il tubo per la tracheotomia e il sondino gastrico parenterale. I genitori, che non riescono più a sostenere le ingenti spese mediche, si sono rivolti a noi per un aiuto urgente. Vi ho già parlato di come sono riuscito a fare arrivare in Libano i farmaci. Oggi, insieme agli amici della mia squadra, dopo aver percorso numerose strade, sono riuscito a trovare i fondi per questi presidi medici. Domani il papà di Fatima riceverà il denaro e si recherà immediatamente a Sidone per acquistare questi dispositivi e poi si procederà con immediatezza alla sostituzione degli stessi in una struttura sanitaria.
Il problema della bambina sarebbe comunque stato risolto. Se non avessimo trovato i fondi avremmo provveduto di tasca nostra con l'aiuto di alcuni amici che si sono immediatamente resi disponibili.
Grazie a tutti per la generosità. 
Auguri piccola Fatima... fino a che rimarremo in Libano non ti lasceremo sola e i tuoi occhi continueranno ad osservare questo strano mondo.

sabato 7 marzo 2009

Il senso della vita

Accidenti quanto è difficile riprendere un discorso interrotto due settimane prima per un periodo di ferie.
Ad ogni modo il lavoro non aspetta e il Libano richiede il suo contributo di affanni.
Un mese fa sono stato attivato da una giovane coppia di un paesino del sud del paese dei cedri per un caso drammatico: hanno una bambina colpita da ipossia alla nascita e in uno stato di coma vigile. Quando ero partito per il Libano avevo pregato di non trovarmi mai di fronte a casi del genere ma la fortuna non fa parte del mio bagaglio personale. 
Mi sono immediatamente precipitato da questa bambina con un medico rianimatore per confermare la diagnosi fatta alla bambina e per mettere ordine nei vari certificati medici. Beh, è stata una giornata straziante; Fatima, questo il nome della bambina, è bellissima. Uno scricciolo di 12 anni e di 20 kg. di peso. Quello che mi ha impressionato sono stati i suoi occhioni che ti seguono e sembrano parlarti dal profondo del suo cuore. I genitori, molto dignitosi, ci hanno chiesto un aiuto per procurargli alcuni farmaci salvavita che in Libano hanno costi proibitivi, almeno per il locale tenore di vita. 
Detto fatto, contattando un amico pediatra sono riuscito a far arrivare in Libano medicinali per un mese di cura e durante le mie ferie sono riuscito a procurarmi ulteriori medicine. Oramai siamo di casa in questa famiglia. La mia amica e giornalista Valeria, di cui ho parlato in altro post, quando ha saputo di questa ragazzina, mi ha chiesto la possibilità di poter raccontare questa storia dietro autorizzazione dei genitori. Ebbene, quest'oggi, insieme al mio team, siamo andati a portare le medicine alla povera Fatima, accompagnati da Valeria e da Francisco, un reporter spagnolo.
Era la terza visita che facevo alla bimba e tutte le volte è il solito tuffo al cuore, ma questa volta la piccola tremava tutta; durante un colpo di tosse gli si era staccato il sondino gastrico e si era danneggiato il tubo in gomma del respiratore automatico... un vero incubo per i genitori. Eppure era ammirevole la forza di volontà e la serenità di questa coppia. La consegna dei medicinali, a questo punto, è passata in secondo piano; ora la bimba ha bisogno che gli venga ricucito il sondino e necessita della sostituzione del tubo danneggiato. Domani ritorneremo ancora la con un medico chirurgo per sistemare Fatima nel migliore dei modi. 
Quando eravamo seduti nel salotto ho scrutato gli occhi dei presenti e in quelli dei componenti del mio team ho letto angoscia; Barbara, che era di fronte a me, credo abbia fatto una fatica terribile a trattenere le lacrime. Non si impara mai abbastanza a soffrire fino a che non si diventa cinici... per fortuna siamo ancora lontani dal diventarlo.
Vi ho raccontato questo episodio per poi proporvi una riflessione: quante volte ci siamo lamentati per delle autentiche stupidaggini? Ho visto persone dare di matto per un'unghia spezzata, per un treno in ritardo, per un semaforo rosso, per un'esclusione dal Grande Fratello...
Non credete che si debba tornare a recuperare valori come la solidarietà, l'amicizia, la voglia di parlare di grandi cose, il progettare un futuro migliore...? Perché la vita è un attimo e quell'attimo non torna mai indietro.
Buona vita a tutti.

venerdì 6 marzo 2009

Ritorno in Libano

Oggi sono tornato in Libano per concludere il lavoro avviato alla fine di Novembre. Ancora due mesi per portare a termine i progetti che la mia squadra ed io ci siamo imposti di perseguire... inshallah.

domenica 8 febbraio 2009

Non facciamo finta di nulla...

Questo dovrebbe essere un titolo dei giornali… non la spazzatura che ci propinano ogni giorno!
È una storia dura ma che riscalda il cuore… con una foto di John Gebhardt in Iraq.
La moglie di John Gebhardt, Mindy, ha detto che l’intera famiglia di questa piccola bambina è stata sterminata. Gli insorti volevano uccidere anche la bambina e così le hanno sparato alla testa… ma non ci sono riusciti. È stata curata nell’ospedale di John e adesso sta guarendo ma continua a piangere e a lamentarsi. Gli infermieri hanno detto che John è l’unico che sembra riuscire a calmarla per cui John ha passato quattro notti tenendola in braccio mentre tutti e due dormivano su quella sedia. La bambina continua a migliorare. John è un vero eroe di guerra e rappresenta ciò che il mondo occidentale sta cercando di fare. 
Questo, amici, merita di essere condiviso con il mondo! Fatelo! Non vedrete mai cose del genere al telegiornale. Fatelo girare. Se non lo fate non succede nulla ma la gente ha bisogno di vedere foto come questa e di rendersi conto che non tutto è marcio a questo mondo. 
Anche se si tratta semplicemente di una piccola bambina per volta.

martedì 30 dicembre 2008

La famiglia aumenta

In un post di qualche tempo fa, ho presentato la mia squadra con la quale sono partito per questa avventura ma, strada facendo, altri due preziosi elementi si sono aggiunti al team completandolo in tutti gli aspetti.
Si tratta di Fabio e Oscar. Sono due persone agli opposti ma che si completano all'interno della squadra. Il primo estroverso, simpatico, pasticcione, casinista viene da Bari mentre il secondo, serio, puntuale, preciso e affidabile, arriva dalla magnifica Sardegna... ma entrambi hanno l'unica cosa che mi interessa davvero: un grande cuore.
Nella foto è ritratto Fabio durante la consegna di giocattoli che abbiamo acquistato per i bambini libanesi.
Benvenuti a bordo ragazzi!

venerdì 28 novembre 2008

Si comincia...

Finalmente... con oggi il mio ufficio è pienamente operativo in Libano. Ho impiegato queste due settimane a "formare" il team composto da persone che non avevano mai lavorato insieme (o quasi).
Grandi chiacchierate, approfondimenti di problematiche professionali e personali, dichiarazioni di intenti, direttive e incontri ci hanno fatto diventare (almeno spero) un gruppo unito.
Del team fanno parte persone motivate ed entusiaste che spero manterranno questa carica fino al termine del nostro mandato.
Sax, che è l'unico con il quale avevo lavorato in passato, grande amico di vecchia data con cui ho condiviso momenti a volte difficili ma sempre esaltanti in precedenti esperienze e che hanno visto sorreggerci l'un l'altro.
Michelangelo, il Siciliano dagli occhi di ghiaccio, gentile e sempre disponibile.
Marco, l'extracomunitario (in quanto Svizzero), serio e buon conoscitore di lingue straniere.
Barbara, la nostra mascotte perchè è la più giovane del gruppo, dolce ma estremamente determinata.
Della squadra fanno parte anche due colleghi che erano già presenti qui in Libano (un Francese ed un Ghanese) ed infine due autoctoni: il mio amico Nasser che sarà il nostro mediatore culturale e Naji che sarà prezioso per le opere infrastrutturali in quanto architetto.
Fatta la squadra, adesso ci attendono sei mesi di lavoro che saranno intensi ma indimenticabili e che, ne sono sicuro, ci porteranno a formare una vera e propria famiglia.
Il nostro impegno sarà quello di promuovere, sostenere, finanziare e realizzare progetti in favore della popolazione locale così duramente colpita dalle recenti vicende belliche.
Il tempo ci saprà dire se avremo operato bene e impiegato saggiamente i fondi a nostra disposizione ma sono fiducioso che anche questa grande avventura sarà coronata da successo.
Buona fortuna ai miei colleghi e a tutti quelli che operano, in maniera seria, nel mondo della solidarietà.
Un caro saluto e... per voi che riuscite a dormire... sogni d'oro per quel che rimane di questa notte.

venerdì 10 ottobre 2008

Cittadino del mondo

Con l'ultimo giorno lavorativo si chiude una settimana tremenda ma questo venerdì mi ha portato, comunque, una delle più grandi soddisfazioni della mia vita professionale.
Credo di aver scritto in qualche post precedente di un aspetto della mia professione che mi porta di tanto in tanto al di fuori dei confini nazionali per organizzare attività ed eventi di carattere umanitario. Un paio di anni fa, proprio in questi giorni sono partito per un semestre trascorso in terra libanese; l'obiettivo era portare aiuti ad una popolazione duramente colpita dai 34 giorni di guerra con Israele. Non mi interessa in questa sede disquisire sulle ragioni dei due contendenti; la guerra è sempre un affare terribile.
Ebbene, nell'arco delle molteplici attività che un pugno di Italiani ha portato a compimento per la ricostruzione di un ambiante pacificato e produttivo, ho avuto modo di incontrare tante persone degne e con le quali mantengo tuttora un ottimo rapporto di amicizia. Tra questi ho incontrato più volte il Sindaco di Tiro, una persona con un ascendente ed un carisma notevolissimi. Dopo i primi approcci dove ci siamo studiati con attenzione, sono cadute tutte le possibili diffidenze e sono stato trattato dal primo cittadino come un figlio.
Superate, quindi, le barriere degli usi e costumi diversi, del diverso approccio alla vita e della diversa religione, abbiamo lavorato soprattutto esaltando i tanti punti in comune. In breve si è sviluppato un rapporto di stima reciproca che ha portato alla realizzazione di numerosi progetti umanitari in tutta la provincia di Tiro.
Per tornare ad oggi, questa mattina, nel corso di una cerimonia pubblica, nella città dove lavoro, mi è stata consegnata la Cittadinanza Onoraria da parte della Municipalità di Tiro e Ministero dell'Interno libanese. Il documento più o meno recita così:

IL CONSIGLIO DELLA MUNICIPALITA' DI TIRO,
tenuto conto della grande umanità e dell'alto livello di professionalità espresse da X(ovviamente io)X nel corso della Sua permanenza in Libano; delle sue innegabili capacità di coordinamento e che grazie a lui e alle sue attività umanitarie, le Istituzioni Italiane hanno largamente contribuito a rinforzare i sentimenti d'amicizia e collaborazione esistiti da sempre tra i popoli libanese e italiano
CONFERISCE
la Cittadinanza Onoraria a X(sempre io)X e delibera di consegnargli l'attestazione di Cittadinanza Onoraria del Comune di Tiro

Il Presidente della Comunita' di Tiro
ABDUL MOHSEN AL HUSSEINI

Questa mattina ero molto agitato nel ricevere l'attestato in quanto non sono abituato alle luci della ribalta ma tutto è andato per il meglio.
Mi preme sottolineare che questo riconoscimento devo sicuramente condividerlo con la squadra che ha lavorato con me e che senza la quale nulla sarebbe stato realizzato; pertanto il merito va soprattutto a Pietro, Max, Sax, Pasqualino e al fraterno amico e interprete libanese Nasser con i quali abbiamo passato un periodo della nostra vita irripetibile ed esaltante che ci ha portato a percorrere ogni chilometro delle problematiche strade del Libano meridionale per monitorarne tutti i villaggi. Ma non posso dimenticare altri colleghi come Ciro e Adriano che ci hanno dato la giusta carica quando qualche difficoltà adombrava il nostro abituale entusiasmo. Ma tanti altri protagonisti italiani hanno agito in Libano in supporto del nostro lavoro: gli amici dell'Esercito Italiano che hanno garantito sei mesi di pace in quelle terre, i funzionari dell'Ambasciata Italiana di Beirut e le molte organizzazioni che ci hanno aiutato dalla Patria: la Fondazione Lucchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin con Enzo Angiolini e Marino Andolina, la Fondazione Musicale "Città di Gorizia" con Cristina Totaro, la ONLUS Together, la Provincia di Parma, le Scuole elementari di Motta di Livenza e Sora, l'Associazione Internazionale Regina Elena, l'Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste e ultima, non per importanza, l'Inter F.C. con il suo progetto Inter Campus.
Grazie a tutti e grazie soprattutto per essere riusciti insieme a fare sistema e ad esportare all'estero un modello di cooperazione che altri stati ci invidiano e che cercano di imitare.

domenica 13 luglio 2008

I Nostri Angeli

Il post precedente mi dà lo spunto per parlare di un premio vero, istituito da amici speciali ed assegnato da una giuria di eccellenza a professionisti dell'informazione che si impegnano a raccontare un'infanzia e un'adolescenza rubata e tormentata in ogni angolo del mondo. 

Oggi per me è una giornata di profonda riflessione; non può che essere così. Dopo aver assistito ieri sera all'evento finale del premio giornalistico "I Nostri Angeli" istituito dalla "Fondazione Luchetta" a Trieste nella splendida Piazza Unità,  non posso non pensare a quanta infanzia violata ci sia in ogni angolo del nostro pianeta. Per la professione che svolgo mi è capitato più volte di entrare in contatto con realtà terribili e difficili da raccontare; le sensazioni si accavallano nella mente e nel cuore in maniera tumultuosa e selvaggia, vorrebbero uscire e comunicare alla "comoda e sicura" civiltà del benessere cosa significhi, per un bimbetto minuscolo, un sorriso o una carezza, un pallone sgonfio o una maglietta non griffata. Per fortuna ci sono dei giornalisti in prima linea che sono molto più bravi a raccontare queste storie ed è a loro che è rivolto questo Premio. 

Il mio amico Mauro provvederà quanto prima a pubblicare sul sito ufficiale della Fondazione un completo resoconto della manifestazione. 

Nella mia mente rimangono tante belle immagini e sensazioni, colloqui e incontri, buoni propositi e fiducia nel futuro.  Mi ha fatto piacere salutare e scambiare poche battute con i giornalisti Toni Capuozzo,  Paolo Pichierri di Telequattro e Marinella Chirico di RaiTre FVG; persone le cui doti umane e professionali ho avuto modo di apprezzare in precedenti occasioni. Ho potuto riabbracciare Mauro Utel che, nonostante la vicinanza (abitiamo entrambi a Trieste), non vedevo da diversi mesi. Il dott. Andolina è stato, come sempre, squisito e generoso nel ricordare, anche dal palco della manifestazione, la collaborazione e l'amicizia che si è creata tra la Fondazione e l'organizzazione per la quale lavoro. Infine l'incontro, purtroppo molto veloce, con il Presidente Enzo Angiolini che ho ringraziato per quello che è riuscito a realizzare insieme ai suoi collaboratori.

Oltre a  tutto questo, della serata di ieri mi rimarrà in mente la splendida scenografia incastonata in una delle più belle piazze d'Italia; le canzoni di Edoardo Bennato che hanno allietato la serata e tre mini fiction realizzate da Sebastiano Somma in Bosnia.

Grazie Fondazione... grazie di cuore. 

Chiudo ricordando una cosa atroce che mi è stata raccontata da un amico che ha avuto il coraggio e la forza di superare tutte la barriere burocratiche per adottare un bambino proveniente da una delle repubbliche nate dalla dissoluzione dell'U.R.S.S.: quando è entrato nell'orfanotrofio per abbracciare quello che di li a poco sarebbe diventato il suo bambino ha visto altri piccoli con terribili e vistose cicatrici  sulla schiena........ a voi le conclusioni.

Se potete aiutate la Fondazione.

A presto.

Una immagine dello scorso anno.


mercoledì 25 giugno 2008

Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin

Oggi ho voglia di parlarvi di una splendida realtà del mondo del volontariato. 
Lo scorso anno ero, per lavoro, in un paese del Medio Oriente martoriato da una lunga ed estenuante serie di conflitti e tensioni armate. Inutile dire che i bambini erano (lo sono ancora purtroppo), le prime vittime innocenti dell'incapacità di risolvere i problemi in modo civile da parte di noi adulti (?). 
Quando esplodono tali conflitti, la macchina dei soccorsi internazionali si mette in moto e così in quei paesi colpiti dalle guerre arrivano i vari operatori umanitari di Organizzazioni Governative e Non  Governative, di ONLUS e di associazioni varie.
Posso dire, con un certo orgoglio, che noi Italiani siamo sempre in prima linea quando si tratta di portare solidarietà anche se poi, sul campo, non tutto pare funzionare come dovrebbe.
Ebbene, in una situazione di grave crisi post-bellica, con gli apparati governativi locali in grande difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il campo della sanità, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con la "Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin" ed in particolare con il Pediatra Dott. Andolina dell'Ospedale Infantile "Burlo Garofolo" di Trieste. Dopo poche parole scambiate al telefono con il medico, capisco di trovarmi di fronte una persona disponibile ed estremamente pragmatica. Intuendo che qualunque tipo di contributo poteva essere di estrema utilità per l'infanzia locale, Andolina non perde tempo, prende l'aereo e decide di passare le sue vacanze di Natale a curare i bambini musulmani. 
Ricordo il primo giorno del suo arrivo sotto una copiosa nevicata (piuttosto rara a quelle latitudini) e la competenza con cui ha operato girando per numerosi ambulatori più o meno diroccati; e ricordo anche che non si è presentato a mani vuote ma con denaro della Fondazione con il quale ha "saccheggiato" i medicinali pediatrici di alcune farmacie locali per rimpinguare gli armadietti quasi vuoti delle varie strutture sanitarie. Il Dott. Andolina si è poi affezionato a quel paese ed è tornato un paio di mesi dopo per ripetere l'esperienza. In quella circostanza ha anche individuato un ragazzo che presentava un piede maciullato da una cluster bomb e che aveva grossi problemi di deambulazione; la promessa di curarlo in Italia è stata la logica conseguenza di quell'incontro. Dopo il ritorno di Andolina a Trieste, mi sono interfacciato (non senza difficoltà) con le autorità locali e con l'Ambasciata Italiana (molto disponibili) per avere i visti consolari per il ragazzo e sua madre; in quella circostanza ho apprezzato molto l'abnegazione con la quale hanno lavorato i componenti del mio team (Pietro, Sax, Max, Nasser e Lino).
Messa a posto la burocrazia e le sue carte, quando sono rientrato in Patria insieme ai miei colleghi ho potuto portare con me il ragazzo che ho affidato alle cure del pediatra e della Fondazione. 
In seguito ho continuato a seguire la vicenda: madre e figlio sono stati ospitati da una struttura triestina  della Fondazione e le cure sono state somministrate dall'Ospedale Burlo Garofolo per circa due mesi.
Il ragazzo è rientrato nel suo paese di origine camminando con le proprie gambe senza più l'ausilio delle stampelle.
Vi ho raccontato tutto questo per "accendere la luce" su una organizzazione sana che funziona bene e che da lustro all'Italia. 
Nelle strutture della "Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin" trovano ospitalità numerosi nuclei familiari con minori arrivati da paesi lontani e da situazioni drammatiche che vengono amorevolmente curati del tutto gratuitamente e che possono ritornare nei luoghi d'origine con il ricordo della generosità italiana scolpito nel cuore.
Al Presidente Enzo Angiolini, a Marino Andolina e Signora, al Consiglio di Amministrazione e a Mauro che gestisce il sito della Fondazione (messo tra i miei siti amici) va tutta la mia gratitudine con la speranza di poter condividere qualche altra avventura in futuro.