


















Finalmente... con oggi il mio ufficio è pienamente operativo in Libano. Ho impiegato queste due settimane a "formare" il team composto da persone che non avevano mai lavorato insieme (o quasi).



Il post precedente mi dà lo spunto per parlare di un premio vero, istituito da amici speciali ed assegnato da una giuria di eccellenza a professionisti dell'informazione che si impegnano a raccontare un'infanzia e un'adolescenza rubata e tormentata in ogni angolo del mondo.
Oggi per me è una giornata di profonda riflessione; non può che essere così. Dopo aver assistito ieri sera all'evento finale del premio giornalistico "I Nostri Angeli" istituito dalla "Fondazione Luchetta" a Trieste nella splendida Piazza Unità, non posso non pensare a quanta infanzia violata ci sia in ogni angolo del nostro pianeta. Per la professione che svolgo mi è capitato più volte di entrare in contatto con realtà terribili e difficili da raccontare; le sensazioni si accavallano nella mente e nel cuore in maniera tumultuosa e selvaggia, vorrebbero uscire e comunicare alla "comoda e sicura" civiltà del benessere cosa significhi, per un bimbetto minuscolo, un sorriso o una carezza, un pallone sgonfio o una maglietta non griffata. Per fortuna ci sono dei giornalisti in prima linea che sono molto più bravi a raccontare queste storie ed è a loro che è rivolto questo Premio.
Il mio amico Mauro provvederà quanto prima a pubblicare sul sito ufficiale della Fondazione un completo resoconto della manifestazione.
Nella mia mente rimangono tante belle immagini e sensazioni, colloqui e incontri, buoni propositi e fiducia nel futuro. Mi ha fatto piacere salutare e scambiare poche battute con i giornalisti Toni Capuozzo, Paolo Pichierri di Telequattro e Marinella Chirico di RaiTre FVG; persone le cui doti umane e professionali ho avuto modo di apprezzare in precedenti occasioni. Ho potuto riabbracciare Mauro Utel che, nonostante la vicinanza (abitiamo entrambi a Trieste), non vedevo da diversi mesi. Il dott. Andolina è stato, come sempre, squisito e generoso nel ricordare, anche dal palco della manifestazione, la collaborazione e l'amicizia che si è creata tra la Fondazione e l'organizzazione per la quale lavoro. Infine l'incontro, purtroppo molto veloce, con il Presidente Enzo Angiolini che ho ringraziato per quello che è riuscito a realizzare insieme ai suoi collaboratori.
Oltre a tutto questo, della serata di ieri mi rimarrà in mente la splendida scenografia incastonata in una delle più belle piazze d'Italia; le canzoni di Edoardo Bennato che hanno allietato la serata e tre mini fiction realizzate da Sebastiano Somma in Bosnia.
Grazie Fondazione... grazie di cuore.
Chiudo ricordando una cosa atroce che mi è stata raccontata da un amico che ha avuto il coraggio e la forza di superare tutte la barriere burocratiche per adottare un bambino proveniente da una delle repubbliche nate dalla dissoluzione dell'U.R.S.S.: quando è entrato nell'orfanotrofio per abbracciare quello che di li a poco sarebbe diventato il suo bambino ha visto altri piccoli con terribili e vistose cicatrici sulla schiena........ a voi le conclusioni.
Se potete aiutate la Fondazione.
A presto.

Una immagine dello scorso anno.
