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Lettori fissi

Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.
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mercoledì 9 dicembre 2020

I ćevapčići

Uno dei piatti più popolari nel Carso ha origini slavo-balcaniche: i celebri ćevapčići. Diffusi, oltre che nelle provincie di Trieste e Gorizia, in quella di Udine, in Slovenia, Croazia e nelle zone dell'Austria confinanti con la ex Jugoslavia.
Si tratta di piccole salsicce di carni miste (maiale, manzo e agnello a seconda della zona di provenienza) molto speziate e leggermente piccanti, dal colore rossastro per la presenza della paprika. I cevapcici sono i protagonisti nelle locande carsoline e vengono generalmente cotti su piastra o griglia o anche in padella e accompagnati da cipolla bianca fresca cruda e salsa Ajvar, una salsa (dolce, piccante o molto piccante) a base di peperoni, melanzane e peperoncini.
Pare che i ćevapčići vennero preparati per la prima volta a Belgrado nella seconda metà del XIX Sec.nella trattoria "Da Tanasko Rajić" nei pressi dell'attuale Piazza degli Studenti, all'epoca sede del Grande Mercato.
Oltre che nelle trattorie e ristoranti è possibile trovare queste gustose preparazioni nelle macellerie e nei supermercati locali.
Ogni volta che torno i questi luoghi mi concedo un bel piatto di questi saporitissimi ćevapčići!
Un caro saluto.

domenica 3 ottobre 2010

Il castello di Bled (Blejski grad)

Del Lago di Bled ho già scritto ed ho citato il castello come una delle attrattive principali di questa perla incastonata tra le alpi slovene.
La visita di questo maniero è davvero sorprendente, non fosse altro che per gli splendidi panorami che si godono dai suoi bastioni.
Individuarlo è  cosa semplice giacché si eleva su uno sperone di roccia alto 124 metri a strapiombo sul lago. 
Fu menzionato per la prima volta nel 1011, ma la costruzione attuale, fatta eccezione per una torre e qualche tratto di mura, risale al sec. XVI, dopo la distruzione in seguito al terremoto del 1511 e alla rivolta popolare del 1515, quando gli abitanti della contea si ribellarono esasperati dal dispotismo dei conti von Kreigh a cui il Vescovo di Bressanone diede il feudo in concessione permanente. 
Il castello venne ricostruito dai nuovi feudatari, gli Auersperg, conti di Turjak.
Altri edifici residenziali e popolari intorno ai due cortili furono aggiunti in epoca barocca; il tutto era protetto da un duplice giro di mura di cinta e da fossati. L'aspetto attuale del castello è il risultato dei lavori di restauro durati molti anni, fino al 1961. 
Passeggiando sulla sponda nord del lago, sovrastati dalla rupe, è agevole individuare alcuni sentieri che portano sullo sperone roccioso.
Parimenti è possibile arrivare nei pressi dell'ingresso del castello con auto e bus che trovano possibilità di parcheggio nelle immediate vicinanze. 
Per la serie "se non soffro non son contento", affronto il sentiero e, 
dopo una ventina di minuti di faticosa salita, per fortuna in ombra, arrivo all'ingresso.
Il biglietto costa 7 Euro e da anche diritto ad un bonus di 1,50 Euro per il ristorante del castello. L'ingresso con l'arco gotico, ricavato tra le spesse mura esterne, è anticipato dal ponte levatoio sopra il fossato ora colmato; 
sul viale che porta ai livelli superiori, passo sotto l'enorme torrione cilindrico a protezione dell'accesso al secondo cortile 
e finalmente arrivo al primo cortile circondato da antichi edifici tranne che sul lato che guarda il lago; 
ed è qui che mi dirigo subito. 
Protetto da un parapetto in pietra, il panorama che si gode è da cartolina:
il lago, di un brillante verde smeraldo, abbracciato dalle foreste che scendono dalle cime vicine, circonda languidamente la pittoresca isoletta (Blejski otok).
Il cortile offre molti angoletti suggestivi dove è possibile fermarsi a contemplare questa meraviglia.
Individuate delle scale che portano al cortile superiore, le percorro velocemente
e da qui il panorama è ancora più ampio, spettacolare, unico.
Distolgo lo sguardo a fatica per dedicarmi alla visita del castello.
Sul secondo cortile si affaccia il museo del castello con sale espositive che, partendo dalla preistoria, 
percorrono la storia del luogo, 
e soprattutto la graziosa cappella del XVI secolo dedicata ai Santi Arduino e Ingenuino, vescovi di Bressanone,
ornata di affreschi barocchi 
raffiguranti l'Imperatore Enrico II, la moglie Cunegonda e il Vescovo Arduino mentre riceve l'investitura. 
Sparsi ovunque nelle sale e nelle pareti esterne, affrescati o scolpiti, ci sono gli stemmi dei vescovi e dei governatori di Bled, dai quali è possibile ripercorrere le tappe della storia del castello. 
Ritorno al primo cortile tramite una curiosa scala semicircolare
con bella visuale sul livello inferiore
e visito prima la bottega dell'antica stamperia e poi il camminamento di ronda protetto alla vista di eventuali nemici.
Qui l'attenzione è attratta non tanto dalla vista esterna che si gode dalle feritoie
ma dal cortile interno
col lago sullo sfondo.
Lascio a malincuore questo castello e devo confessare che ho fatto un doppio giro per portare con me, ben impresso nella memoria, questo splendido ricordo.
Un caro saluto.

sabato 28 agosto 2010

Il lago di Bohinj (Bohinjsko jezero)

L'incantevole lago di Bohinj ai piedi del Triglav, circondato da pareti boscose, è il maggiore della Slovenia, con una superficie di 318 ettari e profondo fino a 45 metri; è molto pescoso.
Per arrivarci è sufficiente partire dal lago di Bled e percorrere, in direzione sud-ovest, l'unica strada (n. 209) che lo costeggia. In breve siamo nella stretta valle della Sava Bohinjka e dopo 32 km. arriviamo alla nostra meta. Occorre prestare attenzione negli ultimi chilometri perchè le indicazioni non sono sempre ben chiare; in tutti i modi, in caso di dubbi, tenetevi alla vostra destra e arriverete al lago senza problemi.
Riesco a trovare parcheggio in un prato privato pagando 2 Euro ad un ragazzo.
Devo dire che quello di Bohinj è un bel lago ma, a differenza di quello di Bled, come se ne vedono tanti nell'arco alpino.
Sulla sponda meridionale una strada panoramica si spinge verso Ovest raggiungendo l'abitato di Ukanc con gli impianti a fune che per il Monte Vogel.
La sponda settentrionale, 
sotto il monte Vogar e il massiccio di Prsivec è percorsa da un bel sentiero che sotto un sole gagliardo percorro quasi per intero. 
Tutto attorno splendidi prati 
che oltre ad essere utilizzati come area pic-nic fungono anche da zona di atterraggio per i paracadutisti
che si lanciano dai monti circostanti.
Il lago è balneabile e molto frequentato. 
Numerose spiaggette offrono ristoro ai bagnanti.
Ritornando sui miei passi,
e, dopo aver incontrato sul mio cammino una bella chiesa che si specchia sul lago,
supero il ponte dell'emissario (Sava)
e percorro anche un piccolo tratto della strada sulla sponda meridionale ricco di esercizi commerciali, giardini e l'imbarcadero orientale.
A giudicare dalla trasparenza delle acque il lago ha un ecosistema integro.
Dopo aver gironzolato sulle sue rive ritorno alla macchina e con questa passeggiata pongo fine (ahimè) alla mia vacanza sulle Giulie.
Un caro saluto.

domenica 22 agosto 2010

Il lago di Bled

Giornata di sole pieno. Le previsioni non hanno sbagliato. Anche se è domenica e in strada ci saranno tante persone, decido di non lasciarmi sfuggire questa giornata luminosa per cui, di buon ora, parto per andare a visitare il lago di Bled (Blejsko jezero) in Slovenia.
Parto come sempre da Tarvisio e seguo le indicazioni per i laghi di Fusine e per la Slovenia; supero il bivio per i laghi e in breve sono alla frontiera. Duecento metri dopo mi fermo al distributore di carburante sulla sinistra per acquistare la vignetta adesiva per l'accesso alle autostrade slovene (€ 15 per una settimana) in quanto per arrivare a Bled dovrò percorrerne un breve tratto. Ripresa la strada supero Kranjska Gora e, nei pressi di Jesenice, imbocco l'autostrada in direzione Lubiana e dopo poco meno di 20 km. esco seguendo le indicazioni per Bled. Meno di un ora dopo essere partito da Tarvisio sono già sul lago e non ho problemi a trovare un parcheggio sul lungolago. Ho fatto bene a partire presto.
Sono in uno dei più importanti centri turistici della Slovenia a 500 m. s.l.m. Il paese conta circa 5300 abitanti ed il suo incantevole lago è frequentato in ogni stagione da una raffinata clientela attirata anche dai migliori alberghi del paese.
I terreni morenici che costituiscono la fertile valle attorno al lago sono stati abitati fin dall'età del Ferro quando iniziò lo sfruttamento dei giacimenti minerari come risulta dal rinvenimento di alcune sepolture del VII e V sec a.C. Nel VI sec. ci fu il primo afflusso di tribù slave che si stabilirono nella valle e sulle terrazze moreniche circostanti avviando una modesta agricoltura. La seconda penetrazione slava si ebbe nei sec. IX-XI come documentato da reperti archeologici scoperti sotto l'ingresso del castello, sull'isola del lago e in altri siti della cittadina. In un documento del 1004 si menziona per la prima volta Bled; con questo importante documento l'Imperatore Enrico II concesse la vasta contea di Bled, compresa tra i due rami della Sava, al Vescovo di Bressanone Alboino. L'influenza dei vescovi durò fino al 1803.
Agli inizi del XVI sec. il Vescovo diede il feudo in concessione permanente ai conti von Kreigh, il cui dispotismo inasprì i rapporti con la popolazione, cosicché nel 1515 scoppiò la rivolta. I conti vennero cacciati e il castello  fu distrutto; ne conseguì solo qualche miglioramento economico per la popolazione.
Il castello venne ricostruito dai nuovi feudatari, gli Auersperg, conti di Turjak, che non sopportarono a lungo l'ingerenza del Vescovo e si fecero promotori del Protestantesimo. Dopo anni di lotta il Vescovo riconquistò la contea fino alla caduta del Sacro Romano Impero. I diritti feudali allora passarono allo stato asburgico mentre le proprietà vennero restituite al Vescovo dopo la firma del trattato di Vienna. Pochi decenni dopo il prelato di Bressanone mise in vendita le proprietà che vennero acquistate da Victor Ruard, proprietario della ferriera di Jesenice, mentre il castello passò più volte di mano.
Nei primi decenni del XIX sec. Bled cominciò a essere frequentata dai turisti, sia per visitare il santuario mariano sull'isola, sia per beneficiare delle cure termali. Il flusso turistico crebbe in seguito alla costruzione della ferrovia Lubiana-Tarvisio (1870) che passava nei pressi e per la diffusione degli studi del medico svizzero Arnold Rikli il quale indicò Bled come il luogo ideale per recuperare la salute, provvedendo anche a far costruire degli alloggi per gli ospiti che seguivano la sua cura. La fama di Bled raggiunse Vienna e in pochi decenni la cittadina divenne una delle mete più frequentate dalla nobiltà e dalla borghesia mitteleuropea con l'apertura di alberghi e la costruzione di ville.
Il colpo d'occhio che si ha appena arrivati al lago è qualcosa di meraviglioso: una brezza piacevolissima increspa appena le verdi acque sulle quali si specchia il castello che domina da una alta rupe. 
In un angolo del lago giace l'isoletta che con il castello caratterizza inequivocabilmente questo specchio d'acqua;
tra la folta vegetazione dell'isola svetta agile e magnifico il campanile della chiesa mariana che da secoli troneggia al centro del lago. 
Tutto attorno sono circondato dalle vette delle Karavanke con lo Stol (2236 m.) e delle Giulie con il Triglav (2863 m.)
Dal livello stradale accedo agevolmente al sentiero che costeggia tutto il lago. Sono sulla sponda meridionale e mi dirigo verso destra passando davanti ad alcuni grandi alberghi; i turisti stanno facendo pigramente colazione. Su pontili sospesi sul lago qualche mattiniero ha già fatto il bagno ed ora prende il sole ammirando i torrioni del castello sulla sponda opposta. 
Alcune anatre sonnecchiano sui prati.
I barcaioli sono in attesa dell'arrivo della massa dei turisti per cominciare la spola tra la riva e l'isola con le loro pletne. 
Un quadretto di una serenità entusiasmante. Senza fretta mi avvicino al castello, 
sulla sponda nord e arrivo fino a sotto le pendici del poggio sul quale è stato maestosamente edificato.
Cerco e trovo un sentiero che mi porti alla base del castello per poterlo visitare ma di questo scriverò in un altro post. 
Terminata la visita ritorno sul lago che è quasi tutto circondato da un magnifico parco.
Il colore delle acque cambia a seconda dell'incidenza dei raggi del sole sulla sua superficie.
Questa superficie è di 144 ettari e la profondità massima del lago è di 30 metri. Come ho scritto prima, il lago è di origine glaciale e si è formato dopo il ritiro del grande ghiacciaio del Triglav che ha scavato l'intera vallata risparmiando solo l'isola conica nel lago e la rupe rocciosa del castello. Dal fondo sgorgano sorgenti di acqua a 20-23°C che d'estate mantengono la temperatura dell'acqua non superiore ai 25°C. La navigazione a motore è vietata.
Proseguendo nel mio giro del lago, in senso antiorario, mi avvicino sempre più alla caratteristica isoletta (Blejski otok). 
Tra la folta vegetazione si intuisce il complesso armonioso delle costruzioni. 
Il sentiero ora passa su passerelle sospese sull'acqua smeraldina.
La visuale migliore della Blejski otok si ha dalla sponda meridionale da dove si può apprezzare la maestosa gradinata dell'eremo con il Marijino vnebovzetje, il santuario dell'Assunta e il campanile gotico del XV sec. alto 54 metri con la parte sommitale barocca del 1690.
Non si può non restare innamorati di questi posti. 
Ancora più spettacolare è la vista sull'isola che si ha affacciandosi dai parapetti del castello.
Le acque sulla riva ora sono coperte da vegetazione galleggiante con bellissimi fiori che assecondano placidamente il tenue moto ondoso del lago.
In breve sono alla macchina;
il giro del lago è lungo cinque chilometri e mezzo. 
Sono passate quattro ore e non mi sono accorto del tempo che passava... è proprio vero che quando si sta bene il tempo perde la sua reale dimensione.
Un caro saluto.