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Lettori fissi

Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

sabato 23 agosto 2008

Le grotte di Postumia

Alle spalle di Trieste si eleva il ciglione carsico dietro il quale si stende un altopiano che è uno scrigno di meraviglie al di sopra ma soprattutto al di sotto della superficie. Una parte del Carso giace in territorio sloveno ed è proprio qui che si aprono alcune grotte turistiche spettacolari. La più famosa è quella di Postumia conosciuta in tutto il mondo e location di numerosi film.
Per arrivarci percorriamo l'autostrada A4 fino a poco prima di Trieste dove troveremo le indicazioni per Lubiana. Lasciamo il suolo italiano al valico di Fernetti (ricordate l'acquisto della vignetta per poter accedere alle autostrade slovene) e imbocchiamo l'autostrada per Lubiana; a circa 35 km. dal confine usciamo a Postumia (Postojna) e seguiamo le evidenti indicazioni per le grotte (Jama). Lasciamo l'auto nell'ampio parcheggio e avviamoci verso l'ingresso monumentale.
La storia turistica di queste grotte inizia nel mese di aprile del 1818 quando Jakob Vilmar, supervisore delle strade di Postumia, dirige alcuni operai per allestire a festa i rami della grotta allora conosciuti in occasione della visita dell'Imperatore Francesco I d'Austria e della Principessa Carolina Augusta. Il tratto di grotta dove le maestranze sistemano le luminarie nei punti più scenografici, coincide con il tratto dove il fiume Piuca inizia il suo viaggio ipogeo con la caverna caratterizzata dalla ampia colata calcitica denominata il Grande Duomo e la successiva Galleria dei Nomi Antichi dove, ancora oggi, si possono osservare le firme dei primi intrepidi visitatori del XIII sec. Tra gli operai, al lavoro c'è Luka Cec che soleva arrotondare i magri compensi accompagnando gli scarsi visitatori alla luce delle deboli fiaccole in quei primi ambienti. Orbene, il gruppo di operai dopo aver steso un rudimentale ponticello per superare il fiume, comincia a sistemare le luminarie; Cec, avendo individuato una balconata calcitica in alto, si arrampica su una parete verticale per sistemarvi delle lampade ad olio. Ben presto l'ardimentoso operaio sparisce alla vista dei preoccupati compagni per ricomparire dopo mezz'ora urlando "E' un mondo nuovo, quassù c'è il Paradiso!". 
Quel giorno Luka aveva scoperto la più bella grotta dell'epoca caratterizzata da una ricca concrezione di stallattiti che in parte vennero usata dal Cec stesso per non perdersi dirigendo le punte di quelle staccate verso l'uscita. 
L'anno seguente la gente locale attrezzò la grotta per le visite turistiche. Nel 1872 vennero collocati i binari, e nel 1884 fu introdotta l'elettricità.
Questi ambienti sono un intrecciarsi di 20 chilometri di gallerie e sale di varie forme e dimensioni, in 185 anni sono state visitate da più di 30 milioni di visitatori, accompagnati da guide esperte. 
Si tratta della più grande cavità del Carso classico e allo stesso tempo anche la più visitata grotta turistica d'Europa. La fama di questa attrazione naturale però non è dovuta solo alla bellezza degli ambienti ma soprattutto al fatto di essere stata splendidamente attrezzata per le visite turistiche e di essere al centro di buone vie di comunicazione.
La visita delle Grotte di Postojna inizia dall'ingresso monumentale costruito dall'amministrazione italiana nel 1926 su cui campeggia la scritta "IMMENSVM AD ANTRVM ADITVS" (entrata all'immensa grotta). Tale costruzione ospita la biglietteria e cela il capolinea della ferrovia.
Il costo della visita è di 18 Euro (non proprio a buon mercato), prendiamo posto sui vagoncini e consiglio vivamente di indossare una felpa (soprattutto se si è in estate) in quanto appena entrati in grotta la temperatura crolla a circa 8-10°. 
Ho visitato queste grotte un paio di volte e devo dire che il tragitto su rotaia è veramente piacevole: si passa radenti alle colate calcitiche e bisogna prestare attenzione a non sporgersi. Il trenino ci porta prima attraverso una galleria artificiale, costruita durante i lavori di modernizzazione dei binari avvenuti nel 1964. 
La prima galleria naturale è detta Sala della Nave Rovesciata  con la volta che raggiunge un'altezza di dieci metri; le sue pareti sono nere e fuligginose, conseguenza dell'incendio avvenuto durante la seconda guerra mondiale quando, il 23 aprile 1944, i partigiani fecero saltare un deposito di carburante sistemato dai nazisti all'ingresso delle Grotte. Segue la Sala Gotica con il suo Duomo Gotico (Gotski dom), ampia concrezione calcarea di tredici metri d'altezza presso la quale vennero rinvenute ossa dell'Ursus Spelaeus. A 500 metri dalla partenza transitiamo per la Sala dei Congressi (Kongresna Dvorana), una volta chiamata anche Sala da Ballo (caratterizzata dall'imponente presenza di un lampadario in cristallo che pende dalla sua volta), da 180 anni palcoscenico di varie manifestazioni. Dopo una galleria artificiale, ammiriamo sulla destra una grande stalattite di tre metri detta Pannocchia di Granoturco e subito dopo alcune strane stalattiti che sembrano dei panni messi ad asciugare; siamo nel Lavatoio. Ammirando le sculture naturali, che comunque l'occhio non riesce ad apprezzare nell'intero suo splendore, in treno percorriamo la Sala del Bivio (Razpotje) e la Grotta Vecchia privata delle sue concrezioni dalla poco rispettosa pratica degli antichi visitatori di portarsi a casa il "souvenir" del posto.  In questa sala, comunque, si stende la celebre Cortina Trasparente; un elegante drappeggio in calcite dallo spessore di soli 8 mm. e dall'ampiezza di due metri che, illuminata sapientemente, ne mette in evidenza le venature rosse e bianche. Dopo aver superato una serie di stalagmiti bianche di tre metri dette Colonnato, arriviamo al Grande Monte (Velika gora), da dove proseguiamo la visita a piedi. In questo ambiente si incontrano le guide che ci accompagnano nel prosieguo della visita; è possibile scegliere le guide in basa alla propria lingua di appartenenza (non essendo presente una guida che parlasse l'eschimese mi sono accontentato della guida in italiano). 
Continuando per il Grande Monte (Calvario) passiamo adesso per il Ponte dei Russi (Ruski most), costruito dai prigionieri russi durante la Prima Guerra Mondiale, e raggiungiamo la parte più "barocca" delle grotte per la ricchezza delle formazioni che la natura si è divertita a disegnare: le Grotte Belle (Lepe jame), la Sala Bianca (Bela dvorana), la Sala Rossa (Rdeca dvorana) e la Sala della Tigre (Tigrova dvorana)... tutti ambienti incantevoli. 
Ritorniamo sui nostri passi e visitiamo la Sala d'Inverno (Zimska jama) le cui bianche concrezioni ricordano un bosco cristallizzato nel gelo invernale; in questo ambiente siamo nel punto più basso del percorso e su di noi incombono cento metri di roccia calcarea. 
Passiamo sotto il Ponte dei Russi e attraversiamo la Galleria del Brillante (Briljantov rov) dove
si trova una stalagmite in pura calcite bianca che insieme ad una colonna rossa alla sua sinistra (Tenda da Campo), è il logo delle Grotte di Postumia.  
Proseguendo, il percorso attraversa una sala dove c'è una vasca con i protei (Proteus anguinus); questi stranissimi animaletti vengono catturati nel vicino fiume, tenuti in vasca per una decina di giorni ed in seguito rilasciati in libertà e sostituiti da altri esemplari. 

Più avanti si arriva al Gruppo dei Leone per raggiungere di nuovo la Sala dei Concerti, dove la visita a piedi termina e si riprende il trenino per tornare all'aperto. 
La visita ha una durata di circa un'ora e mezza.
Usciti dalla struttura, possiamo visitare i numerosi negozietti di souvenir che vendono prodotti locali o articoli di oreficeria o sostare presso il pittoresco mulino di Modrijan ove è possibile gustare il locale prosciutto crudo (più salato di quelli italiani) accompagnato da ottimo formaggio e da vini sloveni ma io suggerisco una visita al Vivarium Proteus e al vicino castello di Predjama.
Orari delle visite delle grotte di Postumia nei mesi:
gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre, ogni giorno: 10.00, 12.00, 14.00, sab., dom., fest. 10.00, 12.00, 14.00, 16.00;
aprile, ottobre: 10.00, 12.00, 14.00, 16.00;
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre: 9.00, 10.00, 11.00, 12.00, 13.00 14.00, 15.00, 16.00, 17.00, 18.00.

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