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Lettori fissi

Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

venerdì 11 settembre 2009

Malga Calice - Kalcher Alm

Dopo le gite in terra austriaca, giornata di puro relax.
La destinazione è Malga Calice (Kalkeralm) una splendida malga che offre un servizio di ristoro davvero eccellente in un ambiente alpino incontaminato.
Insieme a Daniele partiamo dalla solita Colle Isarco in direzione sud verso Vipiteno. appena superata la cittadina giriamo a destra seguendo le indicazioni per Passo Giovo e cominciamo a salire. Arrivati alla località di Calice (Kalch), continuiamo a salire e, dopo quattro tornanti, prestiamo attenzione ad una strada bianca che si stacca sulla destra con indicazioni per Malga Calice. Percorriamo questa stradina per due chilometri e finalmente giungiamo alla nostra malga dove lasciamo la macchina.
L'ambiente circostante è quello tipico dei pascoli d'alta montagna con prati verdissimi,

boschetti, animali al pascolo, piccole costruzioni in legno,

laghetti e un aria frizzante.
Avendo in progetto di saccheggiare la dispensa della malga ed essendo ancora presto per sedersi ai tavoli imbocchiamo un comodo sentiero che si dirige inizialmente verso nord.
Dobbiamo pur giustificare la mangiata che ci attende no?
Procediamo allegramente fino alla Rinneralm (1890 mt.);

lo sguardo si poggia su paesaggi incantevoli... da cartolina. Alla Rinneralm (anch'essa attrezzata per fornire ristoro agli escursionisti) è stato ricavato un grazioso laghetto artificiale

che serve ad alimentare le piste da sci del comprensorio. Pieghiamo decisamente verso sud-est cominciando a salire per un sentierino non numerato.

Qualche foto panoramica

e riprendiamo la salita che ci porta in breve a scollinare.

Dall'altra parte si apre una splendida vista sulla sottostante conca su cui si adagia la nostra meta.
Con un minimo di prudenza scendiamo verso la malga

e in venti minuti possiamo finalmente accomodarci ai tavoli sistemati all'aperto. L'umore è alto, il sole è gagliardo e l'appetito è al punto giusto.

In breve ci portano al tavolo quello che Daniele aveva concordato con la proprietà della malga: un fantastico tris di pappardelle caserecce ai finferli, un canederlo ai formaggi e gli spatzle di spinaci;

per secondo un mezzo stinco e costine di maialetto allo spiedo con patate arrosto e verdure e, per finire una delicata crostata alla ricotta. Il tutto per soli 15 Euro.
Che dire? una piacevole giornata in un ambiente incantevole.

Per alcune fotografie che corredano questo post ringrazio Daniele Cecco.
Un caro saluto.

giovedì 10 settembre 2009

Kitzbühel


Breve passeggiata a Kitzbuhel (nt. 800 s.l.m.), autentica perla del turismo austriaco.
Questa bella città è famosa per gli appassionati del circo bianco in quanto ospita le gare di Coppa del Mondo di sci. Su queste piste il nostro Alberto Tomba ha scritto pagine esaltanti per i colori azzurri. Anche Christian Ghedina ha avuto le sue giornate di gloria in discesa libera sulle nevi di questa località.
Il fascino del centro storico di Kitzbuhel in Tirolo è assoluto nella luce incerta di un cielo coperto che volge al tramonto.
Nel XII sec. Kitzbuhel viene menzionata per la prima volta in un documento con il nome di Chizbuhel e ottenne i diritti civici nel 1271.
Quello che colpisce di questo centro con oltre 900 anni di storia è l'ordine armonioso del paesaggio e delle costruzioni, la gestione di uno sviluppo turistico gradevole, avvenuto con il rispetto delle tradizioni e mettendo l'abitante ed il turista al centro di tutto.
La tradizione vuole che la sua vocazione come centro turistico per gli sport invernali risalga al 1863 quando il sindaco del paese, Franz Reisch, decise di salire con gli sci ai piedi fino alla vetta del Kitzbuheler Horn. Da allora Kitzbuhel, da paese di montagna che basava la sua economia sulle miniere di sale, si è affermata sempre più come stazione sciistica. 
Ci accoglie subito la Serzingerplatz, una piazza dedicata a Vipiteno con la quale il comune è gemellato; nella cittadina altoatesina c'è una via dedicata alla località austriaca.
Con uno stato d'animo lieve e gioioso ci immergiamo nelle vie della città vecchia tra venditori di dolci preparati sul momento, gazebi dove si spilla l'immancabile birra freschissima, musiche, canti e cori tirolesi nei costumi tradizionali.
Se lo sguardo si spinge oltre le facciate dei bei palazzi gentilizi, emergono verdissimi pendii che interrompono fitti boschi che d'inverno sono il paradiso degli sciatori.
Numerose sono le attività che Kitzbuhel propone anche per l'estate, dal golf alle passeggiata a cavallo; dal trekking al wellness, dalla scuola di roccia al windsurf nel vicino Schwarzsee.
Tutte le mattine, per tutto l'anno, davanti all'ufficio turistico alle 8,45, dal lunedì al venerdì. sono a disposizione gratuitamente guide escursionistiche locali per itinerari per tutti i gusti.

domenica 6 settembre 2009

Il castello Mirabell

Il Castello di Mirabell, inserito nel contesto cittadino di Salisburgo, all’origine era situato fuori dalle mura ed aveva la specifica funzione di ospitare Salome Alt, amante dell’allora signore di Salisburgo, il principe arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, e i loro 15 figli.
Costretto ad abdicare nel 1612, il prelato fu rinchiuso nello stesso palazzo, mentre al suo posto regnava sulla città di Salisburgo il cugino, l’arcivescovo Markus Sittikus von Hohenems. Fu quest’ultimo a dare il nome di Palazzo di Mirabell all’edificio che, fino alla morte di von Raitenau, era nominato palazzo Altenau.
L’ingrandimento della città da parte di Paris conte di Lodron portò il palazzo ed il suo giardino all’interno delle mura cittadine. Paris amava molto questo palazzo tanto da passarvi gran parte del suo tempo e proprio in questo palazzo morì nel 1653.
Nel 1727 il palazzo subì ulteriori modifiche ed abbellimenti, in chiave barocca, da parte dell’arcivescovo Franz Anton principe di Harrach.
Un incendio distrusse gran parte della magnificenza di questa residenza tanto amata dai principi arcivescovi. Attualmente il castello appare molto più semplice e disadorno di come era in passato. L’incendio del 1818 risparmiò la sala dei marmi
e la monumentale scalinata degli angeli di Lukas von Hilldebrandt, con le sculture di Georg Raphael Donner.
Il castello di Mirabell ha assistito a nascite e morti illustri, nonché a eventi di rilievo. In questo palazzo si sono esibiti W.A. Mozart, assieme a suo padre e a sua sorella. Qui è nato il principe Otto di Baviera, poi re di Grecia, il 1 luglio 1815. Nel cortile del palazzo c'è una targa intitolata ad Joachim Haspinger; questi era un padre cappuccino, ospitato nel palazzo dal re e che qui morì nel 1858, dopo essere stato compagno di lotta del patriota tirolese Andreas Hofer. Nato come residenza della favorita e dei figli illegittimi del sovrano di Salisburgo, oggi il palazzo di Mirabell accoglie gli uffici del Sindaco di Salisburgo e la sala dei marmi viene utilizzata per la celebrazione dei matrimoni civili.
I giardini che circondano il castello sono un trionfo di fiori e sculture, siepi tagliate artisticamente, pergolati e fontane, vi sono statue eseguite secondo modelli della mitologia greca. Attorno alla fontana centrale, da cui si gode una bella visuale sulla fortezza,
si trovano quattro gruppi marmorei dello scultore Ottavio Mosto rappresentanti i quattro elementi: acqua, aria, fuoco e terra. Seguendo il pergolato ovest si arriva allo Heckentheater (teatro delle siepi) realizzato attorno al 1717 basandosi su modelli francesi ed è uno dei più antichi del suo genere nei paesi di lingua tedesca. Le alte siepi sono poste come quinte di un teatro. Sullo stesso lato troviamo il giardino degli gnomi con la presenza di nanetti di pietra che simboleggiano vari caratteri e mestieri.
Davanti al castello si trova la fontana di Pegaso con la figura di rame del cavallo alato dello scultore Kaspar Gras (1661).
Il castello è aperto al pubblico ogni lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 08.00 alle 16.00; il martedì e venerdì è aperto dalle 13.00 alle 16.00. Il sabato pomeriggio e la domenica rimane chiuso. L'Orangerie è aperta tutti i giorni dalla 09.00 alle 16.00.

sabato 5 settembre 2009

Salisburgo

Nel mio peregrinare per la Mitteleuropa non poteva certo mancare l'Austria e, in particolare, la capitale della musica sinfonica: Salisburgo.

Partiamo da Colle Isarco alle 7 di mattino e il celo, dopo giorni di sereno, appare nuvoloso. Mi hanno detto che spesso, superato il Brennero, il tempo migliora; spero sia così.
La strada per arrivare a Salisburgo è piuttosto semplice: si procede verso nord e superata Innsbruck si incontrano le indicazioni per la città di Mozart.
Purtroppo, anche in Austria, il tempo non è dei migliori. Questo è un guaio perché quando ho visitato la prima volta questa città ho avuto modo di apprezzare la gioia che sa trasudare dalle sue eleganti abitazioni,

dalle storiche piazze

e dalle affollate vie che caratterizzano il suo centro storico in una giornata di pieno sole... ma tant'è...
Parcheggiamo l'auto in un grande terminal nei pressi della nuova Università e ci dirigiamo verso il centro.
Subito la città ci conquista con quella sua aria così raffinata e colta. L'incanto di Salisburgo è costituito da una fusione tra il fascino della città vecchia, le tante splendide chiese, le antiche case borghesi, le grandi e sontuose costruzioni dei principi-arcivescovi, la fortezza che domina su tutto

e, naturalmente, Wolfgang Amadeus Mozart, il grande figlio di Salisburgo. Ma, a conti fatti, anche lo stupendo paesaggio in cui Salisburgo è immersa contribuisce a renderla una città dal fascino unico. Sviluppatasi tra due bassi rilievi in mezzo ai quali scorre il nastro azzurro del fiume Salzach, è delimitata a Nord-Est dai laghi Trumersee e Salzkammergut e a Sud-Ovest dalle propaggini delle Alpi orientali spesso innevate. Insomma, un fine intreccio armonico di cultura, architettura, musica e natura.
I primi insediamenti in questo luogo risalgono all'età della pietra quando sul Durnberg veniva estratto il sale che veniva poi trasportato sul fiume Salzach.
La nostra visita comincia dalla Residenzplatz (Piazza della Residenza),

la più grande piazza della città vecchia circondata da palazzi storici come il Duomo,

la vecchia residenza dei principi-arcivescovi e il Residenz-Neugebaude (Nuovo Palazzo della Residenza).

Al centro della piazza sorge la Residenzbrunnen (fontana della residenza) alta 15 metri; costruita negli anni 1656/61 dallo scultore italiano Tommaso di Garona, viene considerata la più grande e più bella fontana barocca al di fuori del territorio italiano.

In un angolo della piazza, attraverso gli archi del Duomo, si arriva alla Domplatz (Piazza del Duomo).

Dal momento che siamo in periodo di Festival Estivo, la splendida facciata barocca del Duomo fa da scenografia al dramma "Jedermann" di Hugo von Hofmannsthal e pertanto l'intera piazza è occupata da una grande tribuna e non è possibile apprezzare a pieno le geometrie di questo spazio.
Il Duomo è la più importante costruzione monumentale italiana a nord delle Alpi. I lavori iniziarono nel 1614 su progetto dell'architetto di corte Santino Solari. Gli affreschi interni sono opera di Arsenio Mascagni e Ignazio Solari.

I massicci e scuri muri del duomo, in stile primo barocco fanno pensare ad una fortezza cristiana. Soltanto la facciata è di marmo ed è posta davanti all'edificio come elemento decorativo. Il tempio merita sicuramente una visita approfondita.
A sud del Duomo troviamo l'ampia Kapitelplatz (Piazza del Capitolo). Qui comincia a piovere ma noi continuiamo la visita. Alcune delle foto che corredano questo post sono state scattate durante una mia precedente visita con condizioni di luce sicuramente migliori. La piazza è un brulicare di bancarelle, artisti, musicisti e turisti. In un angolo della piazza ammiriamo la grande Fontana di Nettuno che era in realtà un guazzatoio per cavalli appartenente al capitolo del Duomo.

Da questa piazza è possibile salire alla fortezza che domina la città. sul fianco destro si apre un ingresso laterale del cimitero monumentale di S. Pietro,

ricco di una atmosfera molto particolare; il più antico della Salisburgo cristiana.

Ritorniamo sui nostri passi e andiamo a visitare la Mozartptatz (Piazza Mozart) confinante con la Residenzplatz. Al centro di questa bella piazza sorge la statua del celeberrimo compositore opera di Ludwig von Schwanthaler solennemente inaugurata nel 1842 alla presenza dei due figli di Mozart.

Dalla Mozartplatz, attraverso la stretta Judengasse si arriva all'Alter Markt, vecchia sede del mercato cittadino. Questa piazza è delimitata dalle belle facciate delle case borghesi di epoca medievale tra le quali si può notare una curiosità: la casa più piccola della città.

Da questa piazza si dirama la Getreidegasse,

la strada principale della città borghese medievale; oggi è una delle vie più importanti dello shopping a Salisburgo ed è sempre popolata da numerosissimi turisti.

Il suo nome non ha niente a che vedere con i cereali (Getreide = cereali) ma si riallaccia all'antica parola "traben" (correre) in quanto, nell'antichità, carri e carrozze trainati da cavalli vi sfrecciavano piuttosto velocemente. Questa via è diventata famosa per le tante insegna artisticamente forgiate, e in parte dorate, di botteghe e di artigiani che vi abitavano e che qui offrivano merci e servizi.

La maggior parte delle case (tra XIII e XVI sec.) possiede cortili interni molto graziosi, ornati da colonne e volte, collegati da passaggi con l'adiacente Universitatsplatz. Vi consiglio di visitare i cortili ai civici 3, 7 e 25. Al nr. 9, invece,

il 27 gennaio 1756 è nato Wolfgang Amadeus Mozart;

l'edificio è di proprietà della Fondazione Mozarteum e ospita una bella mostra permanente sul grande compositore.

Ha finalmente smesso di piovere, lasciamo la città antica per una passeggiata nella città nuova. Attraversiamo il Salzach sul ponte pedonale Makart

per dirigerci verso il Castello Mirabell e i suoi magnifici giardini.

A seguire facciamo una breve tappa al cimitero di S. Sebastiano realizzato sotto Wolf Dietrich sul modello dei campisanti italiani. A pianta rettangolare e circondato da una specie di chiostro, vi si trovano le ultime dimore di molte personalità famose come ad esempio del medico Paracelso e del padre e della moglie di Mozart.

E' strano come passa in fretta il tempo; è già ora di ritornare alla macchina ma prima mi metto alla ricerca della antica "konditorei" Furst

per acquistare le originali Palle di Mozart

e poco prima di salire in macchina altra sosta in un bar per acquistare quelle della concorrente Mirabell.

Un caro saluto.