Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

sabato 7 marzo 2009

Il senso della vita

Accidenti quanto è difficile riprendere un discorso interrotto due settimane prima per un periodo di ferie.
Ad ogni modo il lavoro non aspetta e il Libano richiede il suo contributo di affanni.
Un mese fa sono stato attivato da una giovane coppia di un paesino del sud del paese dei cedri per un caso drammatico: hanno una bambina colpita da ipossia alla nascita e in uno stato di coma vigile. Quando ero partito per il Libano avevo pregato di non trovarmi mai di fronte a casi del genere ma la fortuna non fa parte del mio bagaglio personale. 
Mi sono immediatamente precipitato da questa bambina con un medico rianimatore per confermare la diagnosi fatta alla bambina e per mettere ordine nei vari certificati medici. Beh, è stata una giornata straziante; Fatima, questo il nome della bambina, è bellissima. Uno scricciolo di 12 anni e di 20 kg. di peso. Quello che mi ha impressionato sono stati i suoi occhioni che ti seguono e sembrano parlarti dal profondo del suo cuore. I genitori, molto dignitosi, ci hanno chiesto un aiuto per procurargli alcuni farmaci salvavita che in Libano hanno costi proibitivi, almeno per il locale tenore di vita. 
Detto fatto, contattando un amico pediatra sono riuscito a far arrivare in Libano medicinali per un mese di cura e durante le mie ferie sono riuscito a procurarmi ulteriori medicine. Oramai siamo di casa in questa famiglia. La mia amica e giornalista Valeria, di cui ho parlato in altro post, quando ha saputo di questa ragazzina, mi ha chiesto la possibilità di poter raccontare questa storia dietro autorizzazione dei genitori. Ebbene, quest'oggi, insieme al mio team, siamo andati a portare le medicine alla povera Fatima, accompagnati da Valeria e da Francisco, un reporter spagnolo.
Era la terza visita che facevo alla bimba e tutte le volte è il solito tuffo al cuore, ma questa volta la piccola tremava tutta; durante un colpo di tosse gli si era staccato il sondino gastrico e si era danneggiato il tubo in gomma del respiratore automatico... un vero incubo per i genitori. Eppure era ammirevole la forza di volontà e la serenità di questa coppia. La consegna dei medicinali, a questo punto, è passata in secondo piano; ora la bimba ha bisogno che gli venga ricucito il sondino e necessita della sostituzione del tubo danneggiato. Domani ritorneremo ancora la con un medico chirurgo per sistemare Fatima nel migliore dei modi. 
Quando eravamo seduti nel salotto ho scrutato gli occhi dei presenti e in quelli dei componenti del mio team ho letto angoscia; Barbara, che era di fronte a me, credo abbia fatto una fatica terribile a trattenere le lacrime. Non si impara mai abbastanza a soffrire fino a che non si diventa cinici... per fortuna siamo ancora lontani dal diventarlo.
Vi ho raccontato questo episodio per poi proporvi una riflessione: quante volte ci siamo lamentati per delle autentiche stupidaggini? Ho visto persone dare di matto per un'unghia spezzata, per un treno in ritardo, per un semaforo rosso, per un'esclusione dal Grande Fratello...
Non credete che si debba tornare a recuperare valori come la solidarietà, l'amicizia, la voglia di parlare di grandi cose, il progettare un futuro migliore...? Perché la vita è un attimo e quell'attimo non torna mai indietro.
Buona vita a tutti.

5 commenti:

nicoletta ha detto...

Trekker e' la prima volta che mi affaccio al tuo blog e devo dire che questo post mi ha lasciato una tristezza infinita. .Gli occhioni di Fatima ti seguivano,ti chiedevano aiuto e tu ti sentivi inutile e impotente per non riuscire a dare anche solo un briciolo della tua vita per non farla soffrire.Non si diventa mai cinici davanti alla sofferenza altrui,te lo dice una persona che da anni lavora nel campo "malati terminali"La vita e' un attimo e quell'attimo non torna mai indietro"Parole che fanno riflettere ma che vengono recepite raramente dai giovani.Solo vivendo attraverso esperienze simili si capisce il vero valore della vita. Un saluto speciale a te e al tuo team.Nicoletta

Trekker ha detto...

Nicoletta,
grazie per la visita e per le parole di apprezzamento. Più che tristezza questo post vuole essere un inno alla vita, alla gioia di vivere le emozioni autentiche, al ritrovare se stessi al di la degli stereotipi.
Torna a trovarmi. Buona domenica.

Sax ha detto...

Buona vita anche a te trekker, che qui ce la semplifichi, e non di molto.
Teniamocela stretta!!!

Trekker ha detto...

Già... teniamocela stretta e non buttiamola alle ortiche.

Pamela ha detto...

Riflessioni di grande profondità.
Bella quella del Grande Fratello.
Salutoni.