Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

domenica 22 agosto 2010

Il lago di Bled

Giornata di sole pieno. Le previsioni non hanno sbagliato. Anche se è domenica e in strada ci saranno tante persone, decido di non lasciarmi sfuggire questa giornata luminosa per cui, di buon ora, parto per andare a visitare il lago di Bled (Blejsko jezero) in Slovenia.
Parto come sempre da Tarvisio e seguo le indicazioni per i laghi di Fusine e per la Slovenia; supero il bivio per i laghi e in breve sono alla frontiera. Duecento metri dopo mi fermo al distributore di carburante sulla sinistra per acquistare la vignetta adesiva per l'accesso alle autostrade slovene (€ 15 per una settimana) in quanto per arrivare a Bled dovrò percorrerne un breve tratto. Ripresa la strada supero Kranjska Gora e, nei pressi di Jesenice, imbocco l'autostrada in direzione Lubiana e dopo poco meno di 20 km. esco seguendo le indicazioni per Bled. Meno di un ora dopo essere partito da Tarvisio sono già sul lago e non ho problemi a trovare un parcheggio sul lungolago. Ho fatto bene a partire presto.
Sono in uno dei più importanti centri turistici della Slovenia a 500 m. s.l.m. Il paese conta circa 5300 abitanti ed il suo incantevole lago è frequentato in ogni stagione da una raffinata clientela attirata anche dai migliori alberghi del paese.
I terreni morenici che costituiscono la fertile valle attorno al lago sono stati abitati fin dall'età del Ferro quando iniziò lo sfruttamento dei giacimenti minerari come risulta dal rinvenimento di alcune sepolture del VII e V sec a.C. Nel VI sec. ci fu il primo afflusso di tribù slave che si stabilirono nella valle e sulle terrazze moreniche circostanti avviando una modesta agricoltura. La seconda penetrazione slava si ebbe nei sec. IX-XI come documentato da reperti archeologici scoperti sotto l'ingresso del castello, sull'isola del lago e in altri siti della cittadina. In un documento del 1004 si menziona per la prima volta Bled; con questo importante documento l'Imperatore Enrico II concesse la vasta contea di Bled, compresa tra i due rami della Sava, al Vescovo di Bressanone Alboino. L'influenza dei vescovi durò fino al 1803.
Agli inizi del XVI sec. il Vescovo diede il feudo in concessione permanente ai conti von Kreigh, il cui dispotismo inasprì i rapporti con la popolazione, cosicché nel 1515 scoppiò la rivolta. I conti vennero cacciati e il castello  fu distrutto; ne conseguì solo qualche miglioramento economico per la popolazione.
Il castello venne ricostruito dai nuovi feudatari, gli Auersperg, conti di Turjak, che non sopportarono a lungo l'ingerenza del Vescovo e si fecero promotori del Protestantesimo. Dopo anni di lotta il Vescovo riconquistò la contea fino alla caduta del Sacro Romano Impero. I diritti feudali allora passarono allo stato asburgico mentre le proprietà vennero restituite al Vescovo dopo la firma del trattato di Vienna. Pochi decenni dopo il prelato di Bressanone mise in vendita le proprietà che vennero acquistate da Victor Ruard, proprietario della ferriera di Jesenice, mentre il castello passò più volte di mano.
Nei primi decenni del XIX sec. Bled cominciò a essere frequentata dai turisti, sia per visitare il santuario mariano sull'isola, sia per beneficiare delle cure termali. Il flusso turistico crebbe in seguito alla costruzione della ferrovia Lubiana-Tarvisio (1870) che passava nei pressi e per la diffusione degli studi del medico svizzero Arnold Rikli il quale indicò Bled come il luogo ideale per recuperare la salute, provvedendo anche a far costruire degli alloggi per gli ospiti che seguivano la sua cura. La fama di Bled raggiunse Vienna e in pochi decenni la cittadina divenne una delle mete più frequentate dalla nobiltà e dalla borghesia mitteleuropea con l'apertura di alberghi e la costruzione di ville.
Il colpo d'occhio che si ha appena arrivati al lago è qualcosa di meraviglioso: una brezza piacevolissima increspa appena le verdi acque sulle quali si specchia il castello che domina da una alta rupe. 
In un angolo del lago giace l'isoletta che con il castello caratterizza inequivocabilmente questo specchio d'acqua;
tra la folta vegetazione dell'isola svetta agile e magnifico il campanile della chiesa mariana che da secoli troneggia al centro del lago. 
Tutto attorno sono circondato dalle vette delle Karavanke con lo Stol (2236 m.) e delle Giulie con il Triglav (2863 m.)
Dal livello stradale accedo agevolmente al sentiero che costeggia tutto il lago. Sono sulla sponda meridionale e mi dirigo verso destra passando davanti ad alcuni grandi alberghi; i turisti stanno facendo pigramente colazione. Su pontili sospesi sul lago qualche mattiniero ha già fatto il bagno ed ora prende il sole ammirando i torrioni del castello sulla sponda opposta. 
Alcune anatre sonnecchiano sui prati.
I barcaioli sono in attesa dell'arrivo della massa dei turisti per cominciare la spola tra la riva e l'isola con le loro pletne
Un quadretto di una serenità entusiasmante. Senza fretta mi avvicino al castello, 
sulla sponda nord e arrivo fino a sotto le pendici del poggio sul quale è stato maestosamente edificato.
Cerco e trovo un sentiero che mi porti alla base del castello per poterlo visitare ma di questo scriverò in un altro post. 
Terminata la visita ritorno sul lago che è quasi tutto circondato da un magnifico parco.
Il colore delle acque cambia a seconda dell'incidenza dei raggi del sole sulla sua superficie.
Questa superficie è di 144 ettari e la profondità massima del lago è di 30 metri. Come ho scritto prima, il lago è di origine glaciale e si è formato dopo il ritiro del grande ghiacciaio del Triglav che ha scavato l'intera vallata risparmiando solo l'isola conica nel lago e la rupe rocciosa del castello. Dal fondo sgorgano sorgenti di acqua a 20-23°C che d'estate mantengono la temperatura dell'acqua non superiore ai 25°C. La navigazione a motore è vietata.
Proseguendo nel mio giro del lago, in senso antiorario, mi avvicino sempre più alla caratteristica isoletta (Blejski otok). 
Tra la folta vegetazione si intuisce il complesso armonioso delle costruzioni. 
Il sentiero ora passa su passerelle sospese sull'acqua smeraldina.
La visuale migliore della Blejski otok si ha dalla sponda meridionale da dove si può apprezzare la maestosa gradinata dell'eremo con il Marijino vnebovzetje, il santuario dell'Assunta e il campanile gotico del XV sec. alto 54 metri con la parte sommitale barocca del 1690.
Non si può non restare innamorati di questi posti. 
Ancora più spettacolare è la vista sull'isola che si ha affacciandosi dai parapetti del castello.
Le acque sulla riva ora sono coperte da vegetazione galleggiante con bellissimi fiori che assecondano placidamente il tenue moto ondoso del lago.
In breve sono alla macchina;
il giro del lago è lungo cinque chilometri e mezzo. 
Sono passate quattro ore e non mi sono accorto del tempo che passava... è proprio vero che quando si sta bene il tempo perde la sua reale dimensione.
Un caro saluto.

2 commenti:

Sissi ha detto...

Ciao esploratore.. non ero a conoscenza di tal castello presso il Lago di Bled!Spettacolare davvero! Ma le tue conoscenze storiche derivan da attente e scrupolose ricerche in internet e/o possiedi migliaia di libri? Saluti

Trekker ha detto...

La seconda che hai detto. :-)
Scherzi a parte tutto nasce dalla curiosità e dalla sete di conoscenza... i libri aiutano.
Ciao.