Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

giovedì 6 agosto 2009

Escursione alle cascate Burkhard e alla malga Aglsboden

Agli inizi dell'estate del 1899, l'oste e futuro capo postino Stefan Haller fece costruire a proprie spese un sentiero alle imponenti cascate della stretta gola, alla quale diede il nome di "Burkhard-Klamm" in onore del primo presidente Dell'Associazione Alpina Tedesca e Austriaca (DOAV). Il 18 agosto di quell'anno, in occasione del compleanno dell'Imperatore, il sentiero fu inaugurato in pompa magna. Negli anni successivi, in collaborazione con la sezione alpina di Hannover, il sentiero fu prolungato attraverso ponti fino ad Aglsboden. La nuova attrazione turistica in Val Ridanna non era però destinata a durare a lungo. L'avvento della Prima Guerra Mondiale stroncò l'emergente turismo alpino. Numerosi sentieri e ponti andarono in rovina e furono abbandonati.
Soltanto nel 2006, grazie all'impegno dell'Associazione Turistica di Racines, è stato possibile ripristinare l'antico sentiero risalente all'epoca pionieristica del turismo alpino.
Il giorno dopo la salita a Montecroce, l'amico Daniele proponeva una escursione per me inedita. Il tempo è soleggiato, il cielo sgombero di nubi. Tutto lascia immaginare una splendida giornata.
Scendiamo verso Vipiteno e seguendo chiare indicazioni turistiche entriamo in Val Ridanna che confluisce nell'Alta Valle Isarco proprio nei pressi di Vipiteno. Percorriamo tutto il fondovalle passando davanti all'imbocco del sentiero che porta all'orrido Gilf a Stanghe e, più avanti, fa bella mostra di sé il Castello Wolfsthurn. La strada muore a Masseria davanti agli imponenti impianti di lavorazione dei minerali dell'antica miniera di Monteneve.
Parcheggiamo l'auto di fronte all'ingresso del museo delle miniere (mt. 1378) e, anziché imboccare il sentiero nr. 9 che entra nel bosco e che subito sale con una pendenza "spezzagambe", ci dirigiamo attraverso un prato in direzione sud-est rispetto al parcheggio
fino a incrociare una strada forestale che risale la sponda sinistra del torrente Ferner in direzione nord-ovest.
Si comincia a salire; sulla sinistra si ha una bella visione degli impianti della miniera.
Dopo circa 30 minuti di passeggiata giungiamo al sentiero panoramico.
Ci troviamo immersi nel magico ambiente del bosco, circondati dallo straordinario scenario alpino delle Alpi di Stubai.
Di tanto in tanto, i raggi di sole penetrano tra le fitte chiome degli alberi e incantano il paesaggio con suggestivi giochi di luce.
Il sentiero largo circa un metro si snoda attraverso prati e boschi,
lungo aree ricoperte di muschio. In breve arriviamo alla parte spettacolare dell'escursione; forza naturale e bellezza si fondono in maniera affascinante in un maestoso spettacolo della natura.
Le acque selvagge del torrente precipitano lungo un ripido pendio roccioso, circondato da alberi e cespugli punteggiati da fiori multicolori.
Ci prendiamo lunghe pause per ammirare la cascata e per ascoltare la possente melodia delle acque.
Aerei ponticelli in legno conducono a suggestivi luoghi panoramici con viste mozzafiato sul bizzarro mondo alpino della Val Ridanna e all'interno della misteriosa gola.
Non è da meno la vista sulla cascata più piccola;
sembra quasi che le imponenti masse d'acqua ci piombino addosso per non parlare della deliziosa frescura in cui è immerso chi si affaccia alla balaustra.
Arrivati ad una diga artificiale che ha il compito di frenare l'irruenza delle acque in caso di piene,
passiamo sull'altra sponda del torrente e procediamo adesso in terreno aperto in ambiente squisitamente alpino. Stiamo percorrendo una carrareccia che si sviluppa su un bel pianoro circondato dalle splendide montagne delle Alpi Breonie.
Guardando in alto scorgiamo la lontana sagoma del Rifugio Vedretta Piana che domina la conca in cui ci troviamo.
Ma la nostra meta è (fortunatamente) molto più vicina e abbordabile; ho ancora nelle gambe la stanchezza del giorno prima. In fondo alla piana di Aglsboden scorgiamo l'omonima malga.
Cascatelle, corsi d'acqua, laghetti,
animali al pascolo,
ghiacciai in quota... tutto contribuisce a rasserenare l'animo di chi sa osservare con umiltà,
di chi sa apprezzare le cose autentiche, di chi non ha ancora perso la capacità di stupirsi.
In breve siamo alla malga (1717 mt) dove ci accomodiamo sui tavolacci in legno all'aperto a godere di riposo, panorami unici, sole e allegra compagnia.
Birra, canederli e crostata di ricotta per meno di 13 Euro mi rimettono in sesto.
Il ritorno avviene per un sentiero che parte dalla malga in direzione est e che porta in breve ad un traballante e divertente ponticello sospeso sullo spumeggiante torrente.
Superatolo, seguiamo il corso d'acqua. Ad un ceto punto notiamo qualcosa di veramente singolare. I resti di una slavina che avevano coperto il corso d'acqua erano stati scavati dal torrente che aveva creato una specie di grotta;
un coreografico e sottile arco di ghiaccio dava accesso a questa effimera meraviglia con il torrente che continuava a scorrere sul fondo. In un angolo di questa grotta di ghiaccio una mucca,
quasi a rifuggire dalla calura estiva, ruminava placidamente godendo di una piacevolissima frescura.
In breve raggiungiamo il sentiero nr. 9 che ci porta alla diga incontrata all'andata. Si può tornare al parcheggio percorrendo il sentiero fatto all'andata oppure proseguendo sul segnavia nr. 9 che scende costeggiando la sponda di destra del Ferner.
Ad un passo "turistico" è possibile arrivare alla malga in un paio d'ore (escludendo le soste) superando un dislivello di circa 350 metri.
Per alcune fotografie che corredano questo post ringrazio Daniele Cecco.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve, all'inizio non ho ben capito dove parte la strada forestale che risale il torrente sulla sinistra. E' subito dopo il ponte nella foto a sinistra ? (parcheggio miniere)

Saluti...Tiziano !

Trekker ha detto...

Ciao Tiziano,
per arrivare alla strada forestale devi prendere per il prato che si stende di fronte al parcheggio delle miniere, superando il ponte e tenendoti alla tua destra (a sinistra nella foto perchè "puntata" indietro verso le miniere). Non puoi sbagliare perchè, se non ricordo male, ci sono delle indicazioni su paletti di legno.
Grazie per la visita.