Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

martedì 8 dicembre 2009

L'orrido Gilf

Uno dei primi posti che ho visitato in Alto Adige è stato l'Orrido di Gilf o Gola di Stanghe (Gilfenklamm).
Il nome "Gilf" ha le sue origini nell'antico latino "colphus" (dal geco "Kophos") con significato originario di "seno, insenatura, cavità, rotondità" e ci è pervenuto dal romano "golfu".
Successivamente ci sono tornato più volte perché la suggestione che in me suscita questo posto e davvero potente!
Fu esplorato nel 1893 e nel 1895; venne aperto al pubblico il 2 agosto del 1896. L'inaugurazione ufficiale avvenne, però, due anni più tardi: il 25 luglio del 1898 e venne subito ribattezzato "Orrido dell'Imperatore Francesco Giuseppe". Per arrivare in questo sito, eletto monumento naturale, occorre uscire da Vipiteno in direzione Bolzano (sud-est) e voltare a destra per l'Autobrennero. Ignorate il casello autostradale e proseguite per Casateia prima e Stanghe poi. Prima di entrare in paese, evidenti cartelli turistici ci indicano la nostra meta.
Gilfenklamm Sterzing, Wegweiser 2009
Parcheggiata l'auto nei pressi dell'albergo "All'orrido" possiamo cominciare la visita.
Occorre precisare che l'orrido è aperto da maggio ai primi di novembre e per accedervi è necessario munirsi di ticket (3 Euro) da acquistare presso una capanna di legno che incontreremo all'ingresso del monumento.
Seguendo le indicazioni, prendiamo un largo sentiero che attraversa un boschetto nel quale spicca un bell'abete rosso secolare. Incontriamo subito il rio Racines che, dopo il suo faticoso e tortuoso passaggio attraverso l'orrido, ha ritrovato un ritmo più tranquillo. Sul sentiero imponenti abeti ed ontani accompagnano i nostri passi con le loro grosse radici affondate nell'acqua limpida del torrente.
Il bosco si fa più fitto ed il sentiero comincia a salire.
Sulle scoscese pareti della stretta gola si aggrappano cespugli ed alberi, sovrastati da grossi massi rocciosi mentre in basso rumoreggia l'acqua del torrente.
Gilfenklamm bei Sterzing
Ancora per un breve tratto il sentiero si snoda attraverso il fresco bosco. Una grossa roccia ci costringe a passare brevemente sull'altro lato della gola; mentre torniamo dall'altra parte, passando un secondo ponticello, avvertiamo una fresca brezza che ci accarezza dolcemente.
Una serie di serpentine ci porta in alto su una piattaforma ed è qui che un altro ponticello ci condurrà al vero e proprio ingresso all'orrido. L'orrido "Gilf" è l'unica gola al mondo scavata profondamente in un gigantesco blocco di marmo bianco.
Gilfenklamm bei Sterzing
A causa delle intemperie e del trascorrere del tempo la parte superiore si è annerita e si presenta con riflessi verdastri. Su ambo i lati si innalzano imponenti massi rocciosi che formano un gigantesco portone. Ancora qualche passaggio di scale e dopo un breve tratto in piano si gira a destra, attorno ad un dorso roccioso... e improvvisamente ci troviamo al cospetto di un impressionante scenario che mette in tumulto il nostro animo.
Gilfenklamm
Come paralizzati ci blocchiamo sul ponte che attraversa, ad una altezza vertiginosa, la sottostante gola. Non riesco a distogliere lo sguardo da questo grandioso spettacolo della natura. Una cascata di 15 metri si getta, impetuosa e spumeggiante, nell'orrido stretto pochi metri, fiancheggiato da grosse rocce cha appaiono cupe e minacciose.
Provetti scalatori dovettero scalare un cunicolo, legati ad una fune e penzolanti nel vuoto, facendo saltare la roccia, pezzo per pezzo, per una lunghezza di venti metri.
Si è pervasi da innumerevoli sensazioni in questo stretto e basso passaggio, mentre dal profondo del precipizio la massa d'acqua scava lentamente la roccia tuonando e spumeggiando vorticosamente. Aria umida e fredda riempie questo regno selvaggio di rocce, dove i raggi del sole riescono a farsi strada faticosamente. Superato questo angusto passaggio si raggiunge poco più avanti un ponte teso tra le due sponde rocciose, direttamente sopra la cascata d'acqua che con forza impetuosa piomba nella stretta gola.
Gilfenklamm
Giù in basso, con un lavoro corrosivo di millenni, l'acqua ha scavato addirittura un pertugio attraverso una roccia trasversale. Potenza e bellezza della natura si integrano qui in modo affascinante, esercitando su noi visitatori un'irresistibile attrazione.
Proseguendo, il passaggio si fa più dolce e tranquillo.
Gilfenklamm - 02.09.2008
Ma per poco perché più avanti la gola si stringe nuovamente in un anfratto che nel punto più alto si chiude quasi completamente.
Gilfenklamm - 02.09.2008
Il sentiero ora si snoda in brevi scalinate e passerelle attraverso i lati della gola
Gilfenklamm
e ci porta ad una piattaforma dalla quale si può apprezzare il candore del marmo "lavorato" dal lavoro incessante dell'acqua.
In breve raggiungiamo l'uscita dell'orrido. Uno spazio ci accoglie soddisfatti e rinfrancati e panchine all'ombra degli abeti ci invitano ad un attimo di riposo. Poco più su si snoda la strada del Giovo.
Abbiamo superato un dislivello di 175 metri impiegando circa un'ora mentre per scendere impiegheremo meno di tre quarti d'ora.
Passeggiata altamente gratificante.
Gilfenklamm - 02.09.2008
Alcune fotografie che corredano questo post (5, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 14 sono tratte da Google Earth.
Un caro saluto.

6 commenti:

Marco ha detto...

che posto spettacolare! bellissime le foto! a presto!

Sissi ha detto...

Ciao. Bellissime foto e interessante la didascalia. Io invece non son partita dal ristoranta in alto, ma dall'altra parte che poi il sentiero prima della cassa conduce alla rovina (ben sistemata) di un castello. Essendo di buon'ora non vi erano altri turisti.. ciao. A presto

Trekker ha detto...

Grazie a tutti per i bei commenti!

Anonimo ha detto...

ficooooo!! sto progettando le mie ferie estive 2012 in Alto Adige.....non me lo voglio perdere!! ^_^ Ciao

Trekker ha detto...

Bene... allora buone vacanze!!

Davide ha detto...

Molto bello, aggiungo questo tour alla lista delle cose da fare in montagna :)