Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

giovedì 16 ottobre 2008

Il Monte Brione

Nel bel mezzo della piana del Sarca sorge in splendido isolamento il Monte Brione che si frappone tra i centri abitati di Riva del Garda e Torbole.
Non è una montagna vera e propria, è piuttosto un rilievo di natura calcarea-marnosa con altezze tipiche di una collina, ma le strapiombanti pareti che guardano ad oriente gli conferiscono l'aspra fisionomia tipica della montagna; la sua forma ricorda un enorme spicchio di limone adagiato su di un fianco. Dal livello del lago si eleva di circa 310 metri, e tocca l'altezza massima di 376 m s.l.m.
Per la sua posizione strategica questo rilievo ha sempre attirato l’attenzione dell’uomo; la storia fortificatoria di questo monte inizia nel Medio Evo.
Nel 1175 i fratelli Federico e Odorico d’Arco, conferiscono al loro vassallo, Isolano da Nago, l’investitura del castello di Brione e di alcuni oliveti; ma è solo nel periodo Asburgico che il monte conosce uno rapido sviluppo.
Già prima dell’assassinio di Francesco Ferdinando a Sarajevo, il 28 giugno 1914, l’Imperial Regio Governo Austriaco da tempo aveva provveduto ad attrezzare adeguatamente il settore fortificato meridionale che si affaccia sul lago di Garda (Festungabschnitt).
A seguito della perdita della Lombardia, dopo la seconda guerra d’Indipendenza si inizia la costruzione dei forti sul Brione tra il 1860 e il 1862.
In effetti la spedizione di Garibaldi attira l'attenzione sulla direttrice italiana di avanzata dalla Val di Ledro verso Riva e Trento.
A causa del progredire delle tecniche costruttive, tra il finire dell’800 e la Prima Guerra Mondiale, su questo monte è possibile osservare tutte le tipologie di fortificazioni Austroungariche; in nessun altro posto è possibile trovarle insieme.
Per salire sul Brione si deve arrivare al Porto di S. Niccolò che segna la fine di Riva verso oriente; qui è possibile lasciare la macchina o la bici; volendo è possibile salire anche con la MTB ma prendiamocela comoda e godiamoci la passeggiata.
Il forte S. Niccolò fu costruito tra il 1860 ed il 1862 per conto del ministro della guerra ed era posto a difesa e controllo della strada maestra tra Riva e Torbole.
E’ un forte di prima generazione, o scuola francese, casamatta non armata di pietra a vista, ben lavorata a calce. Era armato di 4 cannoni da 150 mm. in barbetta, cioè in postazione su terrapieno allo scoperto.
Nel 1911 fu dotato anche di 4 cannoni da 80 mm. a tiro rapido.
Oggi possiamo vedere una costruzione a due piani in ottimo stato che è sede del Centro Studi Lago di Garda dell’Agenzia Provinciale per l’Ambiente.
Alle spalle del forte S. Niccolò imbocchiamo un sentiero ben curato e iniziamo la salita per arrivare fino alla sommità del Brione.
Questo percorso, della durata di circa 2 ore, offre la possibilità di ammirare scorci del lago contornati dalla particolare vegetazione alpino-mediterranea.
E' davvero strano iniziare una escursione circondati da bellissimi uliveti che producono un extravergine di ottima qualità.
Percorrendo il sentiero panoramico, come detto, incontriamo forti, roccaforti, trincee e una serie impressionante di postazioni militari. Solo per limitarci alle più importanti, nell'ordine passeremo accanto al Forte Garda, alla Batteria di Mezzo e al Forte S. Alessandro posto nell'estremità nord del monte che controllava il versante di Arco.
Il sentiero prende rapidamente quota ed il panorama ne guadagna in spettacolarità.
A dieci minuti dalla partenza arrivo al Forte Garda che è un punto di osservazione unico sul lago, un vero balcone naturale in posizione invidiabile. Fu costruito fra il 1907 e il 1909 sul ciglio del Brione, poco sopra il forte S. Niccolò.
E’ un forte di terza generazione, un capolavoro di architettura militare. Costruito in cemento armato, con una sistemazione razionale degli ambienti al suo interno che potevano ospitare fino a 200 uomini. Il tetto era occupato dalle torrette mod. Schumann, con obici da 100 mm. La cupola più elevata serviva da osservatorio ma dal lago risultava perfettamente mimetizzato e aderente al terreno tant'è che il sentiero passa sul tetto della costruzione.
Era dotato di un potente riflettore da 90 cm a scomparsa, nidi di mitragliatrici, fuciliere scudate e due pezzi di piccolo calibro.
L’interno non è visitabile ufficialmente ma con molta cautela e superando alcuni ostacoli naturali, effettuo comunque una rapida visita. Gli ambienti sono imponenti e in buono stato di conservazione; i soffitti sono in calcestruzzo, la struttura portante è integra e i muri sono ancora intonacati.
A qualche centinaio di metri di distanza, si trova, nascosta dalla vegetazione, l’ingresso di una galleria molto ampia che adduce alla cisterna del forte. Percorse alcune gallerie arrivo nel fossato dell'opera e da li, superando un intricato cespuglione sono nuovamente sul sentiero.
Continuando a salire trovo l'imbocco di una galleria di un centinaio di metri al termine della quale una scalinata porta ad un locale osservatorio armato a suo tempo con alcune mitragliatrici. Il panorama che si gode è veramente splendido.
Uscendo dalla galleria il sole mi abbaglia; riprendo la salita. Lo sguardo spazia a sinistra su Riva del Garda e sulla Rocchetta mentre s destra domina il paese di Torbole e il Balbo. Le soste sono frequenti;
i windsurf sotto di me giocano con il complicato capriccio del vento e disegnano merletti bianchi sul velluto blu del lago.
Riprendo la salita che in breve mi porta nei pressi dell'antenna dove, sul ciglio del Brione, si trova la Batteria di Mezzo.
E’ stata edificata negli anni 1885-1888: è un forte di seconda generazione in stile leggero o trentino con tipologie neo medioevali o neo rinascimentali (fortificazioni che venivano costruite sui dossi, perché le tagliate non erano più sufficienti al controllo del territorio).
Poteva ospitare 70-80 uomini e controllava la zona di Nago-Torbole. Era dotata di 4 pezzi da 120 mm, mod. 1876 montati in cannoniera, due pezzi di calibro inferiore posizionati fronte lago e di una cupola osservatorio. è possibile salire sul tetto dell'opera per godere di ampi scorci panoramici.
Nel dopoguerra fu prelevato tutto il ferro, abbattendo, anche con l’esplosivo, tutti i soffitti; nonostante lo stato di abbandono in cui giace, la struttura portante appare in ottimo stato.
Anche la Batteria di Mezzo fu dotata di un sistema sotterraneo. Tutti gli ingressi sono chiusa da cancelli in ferro e pertanto non mi è possibile effettuare la visita interna.
Procedendo in direzione nord giungo presso il forte S. Alessandro.
Costruito nel 1860-1862 e parzialmente ristrutturato negli anni 1908 e 1911, quando fu dotato di una stazione radiotelegrafica e di una polveriera. Si tratta di un forte di prima generazione cioè una casamatta non armata, di pietra a vista ben lavorata e calce.
La sua funzione era di controllo della zona di Arco e come supporto agli altri forti.
Era dotato di 4 pezzi da 120 mm. modello 1876, e riarmato successivamente con 4 cannoni da 150 mm. La polveriera era dotata di 2 cannoncini contraerei. Del forte oramai rimangono solo dei ruderi (molto suggestivi).
Per la sua particolarità e ricchezza di specie vegetali che vi trovano riparo, la zona in cui mi trovo è stata dichiara biotopo dalla Provincia. Il Brione è uno dei 68 biotopi protetti del Trentino dove differenti ambienti naturalistici come il bosco di latifoglie, l'olivaia ed i prati aridi si incontrano. La coltivazione dell'ulivo è da secoli tradizione sul Brione e lungo tutto il versante Rivano una serie di terrazzamenti con migliaia di piante di ulivo caratterizzano il paesaggio. Negli ultimi due mesi dell'anno viene effettuata la raccolta ancora con metodi tradizionali.
Per gli amanti della mountainbike il Monte Brione è diventato una sorta di palestra a pochi minuti dal centro di Riva.
Ritorno al punto di partenza per lo stesso itinerario percorso all'andata e mi godo ancora gli splendidi panorami sull'intero bacino del Garda.
Cartografia di riferimento: Kompass 1.35.000 Alto Garda-Val di Ledro (ISBN 3-85491-674-4).

2 commenti:

carmine ha detto...

gran bel posto molto documentato, i miei complimenti, ti posso linkare

trekker ha detto...

Ok Carmine, nessun problema.
Ciao.