Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

sabato 9 agosto 2008

Passo Pramollo - Nassfeld

Conclusa in mattinata la mia visita al forte Hensen e dopo un'ottima seconda colazione, approfitto del bel pomeriggio per andare a visitare il passo Pramollo ed in particolare una torbiera che non ho mai visto nei miei precedenti transiti in quanto avvenuti in inverno con la neve, abbondante da quelle parti, che copre tutto.
Per arrivarci mi dirigo verso Pontebba dove trovo chiare indicazioni per imboccare la strada provinciale 110 che arditamente si arrampica per 13 km. fino ad incontrare un piccolo gruppo di alberghi e ristoranti presso cui parcheggio l'auto.
La quota in questo punto è di 1.530 metri e procedendo per una cinquantina di metri verso il confine austriaco, sulla mia sinistra si dispiega il laghetto artificiale che caratterizza il versante italiano del passo. Questo grazioso specchio d'acqua lungo 300 m. e largo circa 200 è stato completamente attrezzato per poterci girare attorno ma anche per proteggere un delicato ambiente dalle azioni, anche involontarie, che i visitatori possono compiere. Infatti il piccolo bacino sorge in una torbiera e ricopre una parte di un'area acquitrinosa in cui i resti vegetali deposti sul fondo sono interessati da fenomeni di macerazione e decomposizione favorita dai batteri ivi presenti.
Il posto è stato dichiarato biotopo, e quindi protetto, dalla Regione.
Un biotopo è una area di limitata estensione che, per concentrazione di habitat ancora integri, viene tutelata per evitare che il suo delicato ecosistema venga danneggiato.
Nelle immediate vicinanze del lago è possibile trovare ontani, ginepri nani, salici, rododendri, mirtilli ma anche felci e campanule barbate. Nei boschi vicini è possibile vedere (con molta fortuna e negli orari opportuni) cervi e galli forcelli mentre i rospi bufo bufo (specie protetta) ogni primavera migrano quassù per riprodursi.
Il periplo del lago sul sentiero appositamente sistemato è lungo circa un chilometro; accediamo dalla riva sud del bacino e ci dirigiamo verso ovest girando in senso orario; questo lato è lo sbarramento artificiale che ha creato lo specchio d'acqua. Dopo poco si imbocca una larga e lunga passerella in legno sospesa sulla torbiera che di sviluppa nella parte nord-occidentale del lago.
Terminata la passerella, siamo nelle immediate vicinanze del confine; sempre percorrendo il sentiero iniziamo il percorso di ritorno che si sviluppa su un bel sentiero protetto tra l'acqua e la vicina provinciale. Volgendo lo sguardo a ovest notiamo il roccioso e massiccio Monte Cavallo di Pontebba (2239 m.).
Terminata la passeggiata è d'obbligo una puntata oltre il confine. Sul versante austriaco si notano gli sbancamenti realizzati nei boschi per fare posto alle numerose piste da sci che fanno parte di uno dei più ampi comprensori della Carinzia con oltre 120 km. di piste da discesa. Numerosi sono i sentieri che partono dal passo o nelle sue vicinanze.
Quassù il tempo mi sembra rallentato; i turisti che incontro sono tutti tranquilli e sorridenti; anche alcune mucche che attraversano la strada in corrispondenza delle strutture del vecchio valico confinario non prestano alcuna attenzione agli automobilisti che tranquillamente (davvero strano) aspettano che la strada si liberi per poter proseguire.
Una curiosità di questo luogo è un fiorellino minuscolo che è il simbolo delle Alpi Carniche: la Wulfenia Carinthiaca. Scoperta nel 1.779 dal barone Francesco Saverio de Wulfen, questo raro fiore blu vive tra i 1.400 ed i 1.900 mt. in una ristretta fascia di territorio di 10 kmq. a cavallo dei due confini nelle zone di transizione tra boschi e pascoli. Questo endemismo è presente in pochissimi territori (confine tra Albania e Montenegro, in Himalaya e Asia minore con specie affini).
Per l'areale ristretto in cui vive e per la sua rarità è specie protetta e quindi ne è vietata la raccolta e la detenzione.
Dopo aver gironzolato per alcuni sentieri senza una meta fissa ma solo per osservare il lago dall'alto,
ritorno alla macchina per rientrare a Tarvisio ma, invece di ripetere la strada percorsa all'andata, supero il confine e scendo dal versante austriaco; giunto a Tropolach giro a destra seguendo le indicazioni per Hermagor ed in seguito per Villach. Percorro la bella strada che corre lungo la Valle del Gail fino ad incrociare l'autostrada che imbocco verso sud per fare rientro in Italia da Coccau e quindi Tarvisio.
Pomeriggio piacevole e passato lontano dal caldo del fondovalle.
Cartografia di riferimento: carta topografica Tabacco foglio nr. 018.

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