Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

sabato 15 agosto 2009

Trekking della Valmigna - Il sentiero Dolomieu

Dopo una giornata relativamente rilassante si riprende la via dei monti.
Nei mesi estivi del 2004 e 2005 è stato realizzato il sentiero che collega la Malga Allriss in Val di Fleres con il Monte Cavallo di Vipiteno passando per Ladurns. La realizzazione di questo sentiero è stata possibile grazie ad un progetto dell'Unione Europea.
L'intitolazione all'illustre studioso francese non è casuale. Il marchese Deodat De Dolomeiu (1750-1801) compì fra il 1789 ed il 1790 una serie di escursioni sulle montagne del Tirolo. A Fleres, nei pressi di Salorno, raccolse due "pietre calcaree" che, trattate con acido cloridrico, non producevano effervescenza come avrebbero dovuto. Decise allora di affidare i due campioni al noto chimico e botanico Nicolas-Theodor de Saussure di Ginevra, Questi scoprì che quelle rocce non erano costituite da carbonato di calcio, bensì da doppio carbonato di calcio e magnesio. Saussure pubblicò nel 1792 un lavoro intitolato "Analyse de la dolomie" sottolinenando che quei Monti Pallidi fossero composti da un minerale sino a quel momento sconosciuto.
Dal nome del marchese francese, discendono sia il nome della roccia (dolomia) che del minerale che la compone (dolomite).
Solo diversi anni più tardi, lo stesso nome venne utilizzato per indicare anche l'intera regione montana (Dolomiti). I primi ad usarlo furono alcuni alpinisti inglesi che nel 1864 pubblicarono a Londra un libro intitolato "The Dolomite Mountains". Dopo la Prima Guerra Mondiale, il termine Dolomiti era assunto ormai a denominazione geografica dei Monti Pallidi.
Quindi la dolomia non fu scoperta nelle Dolomiti, come molti erroneamente credono, ma nella zona del Tribulaun molto vicino a noi.
Il sentiero è una bellissima passeggiata che illustra la geologia, la flora e la fauna di queste valli attraverso la presenza di alcuni tabelloni.
Questo percorso non presenta particolari difficoltà. L'intera lunghezza è di 15 km; esiste però la possibilità di percorrerne solamente un tratto. Ed è proprio quello che facciamo noi.
Insieme a Daniele, mi reco alla stazione a valle della funivia di Ladurns con la quale si sale rapidamente in quota.
Il nostro sentiero passa in prossimità della stazione a Monte della funivia. Il paesaggio, molto bucolico, merita sicuramente qualche foto.
Noi prendiamo il tratto di sentiero che si dirige verso Monte Cavallo piegando a est (a sinistra per chi proviene dalla funivia).
Procediamo in leggera discesa e dopo pochi minuti entriamo in un bosco; a 200 metri dalla partenza prendiamo un sentierino che si stacca sulla destra,
in direzione del Monte Velo e malga Valminga, sempre in discesa.
A 20 minuti dalla partenza il sentiero prende a salire. Alcuni tratti, caratterizzati da stetti tornantini, sono piuttosto ripidi
ma sempre agevoli.
Brevi deviazioni sulla sinistra portano ad ampi panorami sulla sottostante Val di Fleres e sul Tribulaun... che meraviglia!
Uscendo dal bosco, il sentiero ritorna a pendenze più dolci.
In due ore complessive siamo alla Malga Valminga (mt. 1814).
Qui l'ambiente è squisitamente alpino: la malga che offre ristoro agli escursionisti è in piena attività. Circondata da bellissimi pascoli, offre scorci di natura incomparabile.
Ci accomodiamo ai tavoli allestiti all'esterno della rustica costruzione. Non ci sono molti posti disponibili ma noi siamo partiti per tempo e riusciamo a sistemarci comodamente. Ad ogni modo, nelle immediate vicinanze della Vallmingalm ci sono altre due malghe con servizio di ristoro. Tra il gruppo, con il quale sono salito, regna serenità e buonumore. I gestori prendono le ordinazioni e così possiamo placare i morsi della fame.
Sono giornate come queste che ti riconciliano con il mondo.
Terminata la robusta colazione alpina a base di canederli e formaggio grigio (una squisita prelibatezza a base di ricotta lavorata in maniera particolare), decidiamo di brindare a qualcosa di non meglio specificato e di assaggiare le grappe del proprietario. Un bicchierino tira l'altro e così alla fine, sul tavolo, restano 16 bicchierini vuoti (ed eravamo solo in quattro a bere).
A malincuore dobbiamo fare ritorno a valle. Un ultimo sguardo alla malga dal basso.
Per la discesa utilizziamo il sentiero CAI nr. 19 che, prima in campo aperto
e poi attraverso boschi ombrosi, ci porta in un'ora e mezza sulla rotabile che percorre la Val di Fleres. Qui alcune macchine che avevamo lasciato in mattinata, ci consentono di portarci alla stazione a valle di Ladurns dove recuperiamo le altre auto e rientriamo alla base.
Escursione piacevolissima.
Per alcune fotografie che corredano questo post ringrazio Daniele Cecco.

2 commenti:

Frivoloamilano ha detto...

Vermanete una piacevole escursione in tutti i sensi. Complimenti per la "tenuta alcolica"!


saluti

Trekker ha detto...

A dire il vero non sono un gran bevitore.