Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

domenica 26 ottobre 2008

Il castello di Gorizia

Siamo in un periodo dell'anno dove qualunque giornata di sole è un regalo prezioso da non lasciarsi sfuggire e, pertanto, raccolta la famiglia sono partito alla volta di Gorizia per visitarne il suo castello.
L'altura su cui sorge lo fa apparire visibile da gran parte della città e per avvicinarsi è sufficiente seguire le chiare indicazioni turistiche.
Il colle si ritiene sia stato abitato fin dall'età protostorica per la sua posizione strategica. Vi si accede da una passeggiata moderatamente ripida che, partendo dal suggestivo quartiere asburgico sottostante, con negozietti e architetture tipiche, costeggia la cinta muraria più esterna per confluire alla Porta Leopoldina (1660)

movimentata da stemmi lapidei (in quello centrale e' raffigurata l'aquila bicipite della casa d'Austria).

La Porta introduce al Borgo Castello, formato da varie architetture in cui si conservano linee costruttive ed elementi originali tardomedievali o posteriori. La 'Terra di sopra', come veniva comunemente chiamata la cittadella compresa tra i bastioni esterni ed il Castello stesso visse il suo periodo di maggior floridezza e splendore sotto la reggenza del Conte Enrico II nel 1300 e si protrasse fino a circa la metà del 1500. Il Conte Enrico II, emancipò il borgo da un destino quasi esclusivamente militare, conferendogli una discreta autonomia commerciale. Nel Seicento nel borgo furono costruite diverse residenze nobiliari, le quali si erano aggiunte alle sedi di rappresentanza degli Stati Provinciali, a quelle del Comune e del Capitano. Le mura che costituivano il tratto caratteristico della città però ne condizionavano fortemente lo sviluppo restringendo l'area abitativa. L'espansione poteva avvenire ormai solo al di fuori del borgo stesso, dove di fatto si svolgeva la vita economica di Gorizia fin dai primi decenni del Duecento, quando, alla "villa" di Gorizia, fu concesso di tenere un mercato settimanale (1210 - Conte Mainardo II). Il progressivo incremento demografico e il trasferimento di quasi tutte le attività commerciali e mercantili al di fuori delle borgo, identificò la città di Gorizia con la sua parte inferiore al di fuori del borgo stesso. Nel 1542 pure gli Stati Provinciali, che rappresentavano l'autonomia del governo locale si trasferirono dal Castello alla 'Platea Nobilium'. Ormai al Castello non restava che la residenza ufficiale del Capitano, rappresentante l'autorità sovrana, in quanto anche la nobiltà goriziana aveva iniziato a disertare progressivamente la città alta ed a costruirsi le proprie dimore altrove. Il borgo, quindi, diveniva solo una zona periferica abitata da pochi nobili e tanti popolani.
Proseguendo verso il castello spicca la gotica Chiesa di Santo Spirito (1398-1414), ad aula unica e campaniletto a vela che assomma influenze nordiche e venete.

Nella gradevole cornice delle costruzioni antiche e di un verde curato si staglia il Castello,

il cui attuale aspetto, peraltro di notevole impatto emotivo, è il risultato di una successione di interventi che, dal primitivo assetto, segna la costruzione di un castello vero e proprio nel XIII sec. con i conti di Gorizia, cui si deve l'omonimo palazzo ancora superstite (con cinque bifore) e una prima cinta di difesa in legno, sostituita poi, nel Cinquecento, dal paramento esterno a tre piani, con torrioni, cammino di ronda e mura merlate in arenaria: opera questa resasi necessaria all'epoca dall'impiego ormai prevalente delle armi da fuoco.
Il castello quindi fu ampliato più volte per l'accresciuto potere dei conti, che all'epoca dominavano anche sul Tirolo e altri territori. Nel 1456 una disputa sull'eredità del Conte Enrico Cilli tra l'Imperatore Federico d'Austria ed il Conte di Gorizia Giovanni Mainardo porta ad uno scontro armato al seguito del quale quest'ultimo perde i possedimenti carinziani, Lienz e il castello di Bruck.

Nel 1462 il Conte Leonardo diviene l'ultimo Conte di Gorizia e sposa nel 1478 la Contessa Paola dei Gonzaga (a lato in un affresco della Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova). Dal matrimonio non nascono eredi e, pertanto, la Contea di Gorizia entrò nell'orbita dell'Impero Asburgico, così che nel 1500, alla morte di Leonardo, il feudo fu assunto dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo.
La dominazione asburgica riconvertì il castello da baluardo di difesa a caserma e prigione, come era successo altrove.
Esso venne gravemente danneggiato dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale che semidistrussero la città.
Negli anni '30 fu promossa la restituzione architettonica del maniero nella sua essenziale foggia cinquecentesca.
Gli arredi che lo completano, di varia provenienza, creando una atmosfera d'altri tempi, risalgono invece al Sei-Settecento e consentono di effettuare un primo approccio con la più nobile produzione del mobile friulano.
Oltre al già citato palazzo dei conti di Gorizia, si segnala quello degli Stati provinciali, nel cui salone spiccano le insegne di 56 famiglie nobili e lo stemma della contea.
Ricca la raccolta di quadri che impreziosiscono vari ambienti di rappresentanza e non.
Molto didattiche la sezione al pianterreno e le parti esterne, in cui ci si può accostare alla vita militare quotidiana e alle diverse armi in uso nel Rinascimento.
Splendido il panorama che si gode dal camminamento di ronda su Gorizia e Nova Gorica.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bella passeggiata davvero in una dolce domenica di fine ottobre.