
Il paesaggio è quello tipico di alta montagna con pascoli, baite, mucche, malghe e chiesetta
ma quello che da altre parti non c'è è l'impressionante colpo d'occhio sulle imponenti Pale di San Martino.
Parcheggiata l'auto abbiamo vagabondato piacevolmente per il minuscolo borgo che è sorto su questo passo dolomitico.
Siamo nel Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino, nella porzione più orientale del Trentino, in un territorio che, pur contenuto nei suoi quasi 20.000 ettari, presenta una varietà naturalistica e paesaggistica notevolissima distribuita tra i 1074 metri della Val Canali e i 3192 metri della Vezzana (la più alta cima delle Pale di San Martino). Un mosaico di valenze ambientali tutelato da oltre mezzo secolo che la natura ha distribuito a cavallo tra il Primiero e la Val di Fiemme.
Ci circonda la grande foresta demaniale di abete rosso di Paneveggio; la foresta dei violini che da secoli fornisce legname pregiato ai maggiori maestri artigiani specializzati nell'arte della liuteria.
Più su, in controluce e in contrasto con il cielo luminosissimo si stagliano le celebri Pale di San Martino schierate in un magnifico anfiteatro con il Cimon della Pala che raggiunge la bellezza di 3186 metri.
Questo gruppo montuoso, che qualcuno considera il "cuore" delle Dolomiti, è l'esempio per eccellenza di quelle antiche piane tidali ove per milioni di anni, generazioni di microrganismi imprigionati fra i fanghi calcarei preparavano uno dei maggiori monumenti naturali del mondo, oggi regno del camoscio e dell'aquila reale.
Restiamo a lungo rapiti da tanta selvaggia bellezza prima di ritornare all'auto per scendere dal Passo Rolle alla volta di San Martino di Castrozza.
Un caro saluto.
Nessun commento:
Posta un commento