Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

lunedì 26 giugno 2017

Cadore

Le Dolomiti non hanno bisogno di presentazioni. Nove sono i gruppi dolomitici che compongono questo straordinario "arcipelago fossile" ed interessano i territori delle provincie di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine ma è nella provincia di Belluno che si concentra la percentuale più alta di queste vette straordinarie. In particolare, in Cadore troviamo alcune delle cime più conosciute: Antelao, Tre Cime di Lavaredo, Marmarole, Pelmo, Sorapiss. Vette leggendarie e di potente bellezza.
Il Cadore è un territorio da sempre italiano appartenente alla zona montuosa delle Dolomiti Orientali situato geograficamente nell'alta provincia di Belluno e confinante con Tirolo, Carinzia, Alto-Adige e Carnia.
A sua volta, il Cadore si suddivide in tre zone: Centro Cadore, Val Boite e Comelico.
Il toponimo Cadore sarebbe di origine celtica (catu-battaglia e brigum-roccaforte)  potrebbe essere stato l'antico nome del Monte Ricco. La prima testimonianza scritta che cita Catubrini la troviamo su una lapide sepolcrale del II sec. d.C. ritrovata a Belluno.
In Cadore si trovano importanti testimonianze archeologiche: il sito di Lagole dove sono stati rinvenuti reperti risalenti all'epoca paleo-veneta; il Pelmetto, ove è possibile vedere le famose orme di dinosauro; Mondeval dove fu trovata una antichissima sepoltura del mesolitico; il Monte Calvario ad Auronzo, testimonianza di un antichissimo santuario risalente al II secolo a.C.
L'arcidiacono del Cadore (insieme a Cortina d'Ampezzo) faceva parte del Patriarcato di Aquileia e dal 1847 è unito dall'Arcidiocesi di Belluno.
Anche Cortina, anticamente, faceva parte del Cadore da cui fu staccata nel 1511 per la conquista da parte di Massimiliano I d'Asburgo entrando a far parte del Tirolo.
Da Pieve di Cadore (capoluogo del Cadore) si aprono due vallate verso nord attraversando l'intera area cadorina: l'Alto Cadore e il Centro Cadore, rispettivamente con i centri principali di San Vito di Cadore e Auronzo- Misurina.
La Magnifica Comunità è un'istituzione che affonda le sue radici nel Medioevo ; dal XIV secolo si basava sull'osservanza degli Statuti Cadorini con la rappresentanza dei dieci centenari (suddivisione territoriale amministrativa), composti dall'unione di Regole (comunità di villaggio). L'attuale organizzazione è l'erede della storia unitaria del Cadore, delle sue esperienze di autogoverno e dei valori tradizionali espressi dalle genti cadorine e costituisce, tuttora, un punto di riferimento delle istituzioni sociali e amministrative operanti sul territorio. Presso il palazzo della Magnifica Comunità di Pieve di Cadore sono rappresentati tutti i comuni del Cadore con finalità di tutela dell'identità culturale della regione e delle sue risorse ambientali.
Il Cadore è un territorio ricco di bellezze paesaggistiche e naturali dove le tradizioni e la storia sono ancora ben radicati nelle persone: davvero un patrimonio unico per il turista più attento e alla ricerca di emozioni originali.
In inverno il Cadore si prepara ad accogliere gli amanti degli sport invernali. La skiarea di San Vito di Cadore e quella di Auronzo-Misurina costituiscono, assieme alle piste di Cortina d'Ampezzo, un ampio comprensorio sciistico, incluso nel Dolomiti Superski: 140 chilometri di piste e un solo skipass per sciare in un'unica maxi-area. È inoltre possibile concedersi delle piacevoli pause nei rifugi e nelle baite disseminate lungo le piste.

Il Cadore è attraversato dalla Lunga Via delle Dolomiti, un percorso ciclo-pedonale che collega Lienz a Calalzo di Cadore, passando per Cortina. 
Il tratto Cadorino è immerso in un contesto paesaggistico di impareggiabile bellezza dominato dalle vette dolomitiche sempre presenti. Da Calalzo a Valle di Cadore, le numerose gallerie, tutte ben illuminate, rendono particolarmente suggestivo l'intero percorso che si snoda con pendenze costanti e larghi curvoni, intervallato dai caratteristici edifici delle ex stazioni ferroviarie in stile liberty alpino. Durante l'estate è in funzione il servizio Bike'n Bus che offre la possibilità di spostarsi in corriera lungo la ciclabile, portando al seguito il proprio velocipede.
La cucina cadorina è una cucina povera che si basa su ingredienti semplici e genuini. Tra i primi piatti troviamo i casunziei, ravioli a mezzaluna con ripieno di rapa rossa e patata, conditi con burro fuso e "spersada" (ricotta affumicata);
i canederli, semplici o ai funghi; la minestra d'orzo o di fagioli e gli gnocchi al ragù di selvaggina. Fra i secondi piatti dominano la selvaggina, i salumi, come il rinomato speck del Cadore, e i formaggi accompagnati da verdure, tra cui i famosi cappucci di Vinigo, e dall'immancabile polenta. Come dolce ricordiamo lo zope, la péta e i crafin a la sanvidota, oppure lo strudel e le frittelle di mele. Un buon pranzo o una buona cena non può terminare senza una grappa tipica o un liquore aromatizzato con i profumi della montagna.
Un caro saluto.


Nessun commento: