Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

sabato 4 luglio 2009

Fulmini in montagna

Notizia di oggi.
(ANSA) - Torino, 4 Luglio - Un escursionista è morto, folgorato da un fulmine, sulle Alpi Marittime al confine tra Piemonte e Liguria.
L'uomo era con un gruppo di escursionisti, a Briga Alta (Cuneo), ed è stato sorpreso da un violento temporale. Altre due persone sono rimaste ferite in modo lieve mentre un disperso è stato ritrovato poco dopo. Gli altri, una quarantina, sono stati soccorsi dagli elicotteri del 118 di Torino e Cuneo.
L'ambiente alpino è molto sensibile al pericolo dei fulmini.
Vediamo di approfondire il discorso e di capire quali sono i comportamenti corretti da assumere quando ci si trova sotto un violento temporale.
Una scarica di fulmini nella zona di Searchlight, nel Nevada (Reuters)
«Il fulmine - spiegano gli esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche - è una scarica elettrica che si crea in particolari condizioni fisiche, all'interno dei cumulonembi, i grandi "nuvoloni grigi" che portano i temporali. A determinarli è il campo elettrico che si crea nella nube a causa delle diverse cariche elettriche delle idrometeore (goccioline di nube) che la formano. Queste, in presenza di convezione, ossia di intenso vento verticale, si separano e la loro forte differenza di potenziale dà origine alla scarica elettrica».
In prossimità del fulmine la temperatura può arrivare attorno ai 10.000° c e i 15.000° c. Bisogna prestare quindi la massima attenzione all'attività elettrica e soprattutto informarsi sulle previsioni meteorologiche prima di intraprendere un'escursione.
Il pericolo si preannuncia nei modi seguenti
  • Le aree di epidermide scoperte sono soggette ad una sensazione di solletico.- Prurito al cuoio capelluto e capelli che si drizzano.
  • Ronzio e leggero suono degli oggetti metallici.
  • Scintille azzurrognole (fuochi di Sant'Elmo) in corrispondenza di oggetti metallici particolarmente esposti (aste, croci di vette, ecc.)
Di seguito riporto il decalogo da seguire per limitare il pericolo:
  • Evitare di ripararsi sotto alberi isolati standone lontano 200-300 m. Il bosco fitto è meno pericoloso purché ci si allontani dai rami bassi.
  • Non tenere con sé, in caso di temporale, oggetti metallici specie se acuminati, liberarsi di picozze bastoncini, catenine e braccialetti; a maggior ragione allontanarsi dalle vie attrezzate con funi e scale di ferro (vie ferrate) il più rapidamente possibile.
  • Stare debitamente lontani (almeno 50 m) da qualunque conduttore metallico, anche in caso che il fulmine cada a 500 m di distanza, il rischio è enorme. Se si è con la mountain-bike, allontanarsi velocemente da essa e tornare a recuperarla quando il pericolo fulmini è cessato.
  • Non ammassarsi in gruppo poiché la colonna d'aria calda generata, agisce da conduttore per il fulmine.
  • Allontanarsi dalle pareti verticali ed assumere una posizione rannicchiata (mai distesa) con i piedi uniti e ginocchia raccolte contro ilcorpo; cercare di isolarsi dal terreno con un qualsiasi materiale isolante.
  • Durante un'ascensione o in discesa a corda doppia, provvedere a raddoppiare l'assicurazione con spezzoni di cordino o di corda.
  • In caso di temporale, correre per ripararsi sotto un'anfratto naturale o una grotta, più a valle possibile, mai in prossimità di creste o guglie rocciose. Se si è vicini al parcheggio, l'automobile rappresenta un buon riparo purché non si tocchi l'autoradio.
  • Se non ci sono ripari sicuri è preferibile prendere più acqua possibile perché i vestiti bagnati sono buoni conduttori rispetto al corpo umano e favoriscono la dissipazione della scarica.
  • Distese di neve o ghiacciai sono più sicuri del terreno roccioso.
  • Si sarà più sicuri dentro un rifugio a rivestimento metallico piuttosto che di legno o pietra.
Se, nonostante gli accorgimenti, ci dovessimo imbattere in un escursionista colpito da fulmine è necessario sapere che la corrente può provocare un arresto respiratorio, con conseguente asfissia oppure un arresto cardiaco: in entrambi i casi se non si interviene tempestivamente si ha la morte. Tra i danni minori: perdita di conoscenza (anche per diverse ore), amnesia, paralisi e bruciature (nei punti di contatto col fulmine, oltre che in corrispondenza di oggetti metallici che si fondono al passaggio di corrente sprigionando notevole calore). Il bagliore può provocare danni alla vista e l’onda di pressione elevata può creare danni all’udito.
Ricordiamoci che le persone colpite da fulmine non sono cariche elettricamente e dunque non si rischia nulla a prestare loro soccorso. Il 70-80% delle vittime di fulminazione sopravvive per cui un soccorso immediato è determinante per salvare la vita.

2 commenti:

benvenuta ha detto...

Inquietante, ma è meglio essere informati. Grazie.

A me fanno anche molta paura gli alberi alti. Sul sentiero del pellegrino, intorno al Cristo si può vedere quello che ha fatto una tromba d'aria in pochi minuti: gli abeti sono altissimi e sottili, le radici non sono profonde e sono venuti giù come stuzzicadenti. Sei sei lì c'è poco da fare se non pregare.

Ty ha detto...

Passo da te per caso....interessante questo post!Non pensavo che la mia zona fosse così "rossa"....i temporali in montagna sono spaventosi mi ci sono trovata un paio di volte e...non ho mai ridisceso un sentiero veloce così!!!!Ciao