Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

lunedì 14 marzo 2011

La miniera di Raibl a Cave del Predil

Sono rientrato da poco dal Libano per un paio di settimane di riposo. Che meraviglia riassaporare le consuetudini della vita comoda! Il mio appartamento, se pur freddo per i quattro mesi di chiusura, mi accoglie con tutto il confort di una casa arredata in un momento buio e, pertanto, volutamente colorata e allegra. E i pochi amici, quelli veri, ancora qui ad aspettarmi, con i loro casini, le loro aspettative, le loro novità... tutto contribuisce a creare un'atmosfera rarefatta di sospensione... di dolce attesa di qualcosa che (forse) non arriverà mai.
Ieri mattina avevo una voglia matta di andare in montagna a calpestare la neve. La mia idea è quella di un giro nel Tarvisiano e una salita al Lussari. In breve i dettagli sono definiti.
La domenica, nel silenzio della mia camera e del parco che circonda la casa, i miei sensi ancora intorpiditi dal sonno percepiscono il rumore leggero della pioggia. Sarà così per quasi tutta la giornata ma non mi lascio scoraggiare. Colazione abbondante e poi in autostrada, diretto verso le terre alte.
La macchina divora chilometri di asfalto bagnato; la campagna circostante, ancora assopita dal lungo inverno, offre immagini che in Libano sono inconsuete.
In breve sono in vista delle Prealpi Giulie, subito dopo entriamo in Val Canale. Il viaggio scorre rapido perchè il traffico è scarso.
All'arrivo a Tarvisio, non posso non fermarmi all'enoteca/bar DAWIT della mia amica Benvenuta. L'accoglienza è subito cordiale, lei e il marito Gino mi salutano con grandi sorrisi; qualche breve scambio di notizie poi numerosi avventori, entrati in quel momento, ci separano. Mi siedo a sorseggiare un caffè accompagnato da una deliziosa torta di ricotta. Fuori continua a piovere. Salire al Lussari non è una buona idea; mi viene in mente che non ho ancora visitato la Miniera di Raibl con il trenino finalmente in funzione; credo sia la cosa migliora da fare (in miniera non piove). Qualche acquisto di marmellate e prodotti particolari, la promessa di ripassare in serata per salutare i padroni di casa e mi dirigo verso Cave del Predil.
Telefono alla direzione della miniera (0428 68257) e prenoto la visita; me la danno per le 15. Superata Tarvisio, l'indicazione per i vicini Laghi di Fusine mi fa venire il desiderio di vedere se sono ghiacciati (d'altronde ho quasi tre ore da ammazzare).
Il cielo è sempre più grigio ma ha smesso di piovere. In quindici minuti arrivo al lago inferiore.
La calma ed il silenzio regnano sovrani in questa conca circondata da aspre montagne.
Una sottilissima lama di ghiaccio ricopre parzialmente il lago e sotto di esso l'acqua è, come sempre, verdissima e trasparente.
Percorro, in un paesaggio cristallizzato, un tratto della riva respirando a pieni polmoni un aria frizzante e pura.
Decido di infilarci al caldo della Capanna Edelweiss, un graziosissimo alberghetto/ristorante; c'è pochissima gente; mi chiedono se ho prenotato, alla mia risposta negativa mi fanno accomodare dove voglio (mah!). Sono rilassati, al caldo, con splendida vista sull'esterno. Ordino spatzle, ricotta affumicata e pancetta e un frico con polenta. La conversazione degli avventori si fa lieve (i problemi del nostro pianeta li avevo risolti in macchina prima di arrivare). Dopo un caffè è tempo di ripartire per andare in miniera (se se! Te la do io la miniera!).
Arrivo a Cave del Predil e entro nel Museo della Tradizioni Mineraria dove c'è anche la biglietteria per la miniera. Ero già stato qui nell'estate del 2008 e mi ero ripromesso di tornarci non appena il trenino fosse stato messo in funzione; così non è stato ma... meglio tardi che mai.
Tralascio la descrizione del museo già effettuata nel precedente post.
Le visite sono organizzate in gruppi accompagnati da ex minatori che, durante il tragitto, illustrano la storia della miniera, le tecniche di coltivazione del giacimento ed altre informazioni curiose e interessanti.
All'ingresso ci consegnano il caschetto di protezione e entriamo nelle viscere del Monte Re.
La visita si svolge con le stesse modalità di tre anni fa; la guida ci illustra il funzionamento di un fornello
(pozzo verticale che mette in comunicazione due livelli diversi della miniera per far cadere il minerale    verso il piano stradale dove veniva caricato sui vagoncini per mezzo di tramogge);
e ancora gli antichi cantieri che seguivano fedelmente le vene del minerale.
E finalmente arriviamo al trenino.
Qui ci fanno accomodare e dopo le raccomandazioni di rito, si parte.
Il trenino si infila in uno stretto budello di roccia e dopo circa 500 mt. si ferma nell'ampio Camerone di S. Barbara, antro spettacolare dove si celebra la S. Messa il 4 dicembre, giorno dedicato alla Santa protettrice dei minatori. La discesa dal trenino non è indolore: qualcuno dà zuccate contro il tetto metallico del convoglio con risate e commenti improponibili sull'utilità del caschetto e su quello che protegge. 
Dal Camerone si passa al Pozzo Layer dove ci illustrano il funzionamento dell'argano azionato ad acqua (ancora efficiente). 
La visita continua attraverso basse gallerie dove occorre procedere piegati;
si incontrano vecchi cantieri,
faglie, attrezzature varie, fornelli e altro, 
il tutto con una temperatura costante di circa 11° e umidità al 98%.
Senza accorgercene, passa più di un'ora quando ritorniamo al trenino per dirigerci verso l'uscita.
La visita è finita; usciamo alla luce grigia del pomeriggio inoltrato. Salto in macchina e torno a Tarvisio per fermarmi ancora da DAWIT; il locale, caldo e accogliente, mi invita a sedermi nuovamente e passare ancora qualche spicciolo di questa domenica; Benvenuta è sempre sorridente e gentile. Le grandi finestre mi rendono suggestive immagini di nebbie e vapori che dalle cime vicine scendono a valle circondando gli abeti e i faggi. 

Non vorrei andare via ma oramai è quasi buio per cui saluto gli amici e rientro in pianura sotto una pioggia che non ci abbandonerà più.
In bassa stagione è possibile entrare nella miniera alle 10 e alle 15 escluso il lunedì; in alta stagione le visite sono più frequenti ed è consigliabile prenotare per tempo.
Un caro saluto.
Aggiornamento del 5 settembre 2012: le visite non vengono più guidate da ex-minatori ma da ragazzi e la differenza è notevole. Un vero peccato che la passione e la competenza dei "vecchi" minatori non venga posta in giusta evidenza. La biglietteria ora si trova presso il Museo della Guerra di Cave del Predil; pare che alla base di questi cambiamenti ci sia stata una gara di aggiudicazione dei servizi turistici. Il biglietto di accesso al Parco Geominerario (come si chiama ora) è di € 8.

4 commenti:

Anna ha detto...

letto tutto d'un fiato..piacevole come sempre!

Sissi ha detto...

Una bellissima escursione davvero! Grazie per averci reso partecipe!!

Hunter62 ha detto...

Visitata la miniera quest'estate con moglie e figlie.
Bellissima visita, ascoltando le parole delle guide su come si lavorava viene da pensare: quando l'acqua per l'ascensore finiva a fine turno dovevano risalire a piedi per 240 mt. Tempo di percorrenza 4 ore (dopo 8 ore di lavoro).........

Comunque anche DAWIT vale la gita.....

Trekker ha detto...

Hai perfettamente ragione.
Ciao.