Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

giovedì 22 luglio 2010

I Nostri Angeli -Edizione 2010

In un'afosa giornata della settimana scorsa ero in cerca di refrigerio girovagando nel reparto surgelati di un supermercato quando mi squilla il cellulare. Era il mio amico Marino Andolina che mi ricordava l'annuale appuntamento con il Premio Giornalistico Luchetta ideato ed organizzato dalla Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin.

Accidenti!! In questo anno, assorto nei mille pensieri della mia professione e della mia nuova vita che sto costruendo ed inventando giorno dopo giorno, mi era passato di mente questo importante appuntamento e la Fondazione mi aveva inviato l'invito ufficiale nella mia precedente abitazione. Ovviamente confermo la partecipazione e dopo pochi minuti mi chiama Mauro, altro componente della Fondazione con un entusiasmo ed una gran voglia di fare che difficilmente ho riscontrato in altra gente. Un paio di battute scambiate e gli accordi presi per la serata del 21 luglio con i rari clienti del supermercato che forse hanno pensato fossi un giornalista!!
Della Fondazione e del Premio Luchetta ho già avuto modo di parlare in precedenza per avere avuto la fortuna di collaborare col Dott. Andolina & co. durante i miei soggiorni in Libano.
E così ieri, in una tiepida serata estiva, in una magnifica Trieste in versione estiva, in una Piazza Unità d'Italia tirata a lustro, mi sono seduto al posto riservatomi dall'impeccabile organizzazione e mi sono goduto questa serata.
Il Premio Giornalistico è un momento di grande riflessione e commozione perchè la Fondazione ha inteso riconoscere il duro lavoro di chi, per raccontare la verità, affronta pericoli e situazioni di rischio e confeziona infine un servizio, un articolo, una foto di grande impatto che riguarda i bambini vittime di guerre e catastrofi. Non sto parlando certo della cosiddetta "cultura del dolore" ma di autentica denuncia di ciò che accade ancora troppo spesso a milioni di poveri bambini. Da questi prestigiosi riconoscimenti nascono, poi, mille occasioni per riflettere sulla condizione dell'infanzia e della splendida realtà che rappresenta la Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin e il suo patrimonio di professionisti e volontari.
La serata è stata condotta da Lamberto Sposini
ed è filata liscia come l'olio. I premi consegnati sono stati sei e per il resoconto vi rimando alla pagina web del Premio. Hanno allietato la serata Massimo Ranieri
e Irene Fornaciari
ma i veri protagonisti sono stati loro: i piccoli di tutto il pianeta. Quelli assistiti dalla Fondazione e presenti in Piazza in gran numero e quelli in giro per il globo.
Grande nostalgia ho avuto assistendo ad un collegamento via satellite con il Libano e con i Caschi Blu italiani di UNIFIL... che nostalgia di quei posti e che piacere aver rivisto, anche se solo attraverso un monitor, un dottore libanese che lavora per la Fondazione e che ho aiutato ad allestire un ambulatorio per i Palestinesi.
Al termine della registrazione, che andrà in onda su Raiuno, in seconda serata, sabato 24 luglio, ho avuto occasione di salutare vecchi amici e sono riuscito a strappare (insieme ad Andolina) una promessa di finanziamento da parte di un personaggio della Regione per un progetto in Libano... vedremo a settembre se la cosa si concretizzerà.
Spenti i riflettori mi sono immerso nella "movida" triestina con l'animo gonfio di speranza e di fiducia... fiducia in questi uomini e donne che, senza niente chiedere, tanto fanno per gli "altri".
Un caro saluto.

2 commenti:

Sissi ha detto...

Un in bocca al lupo per il finanziamento.. Avresti la stoffa del giornalista!! Saluti

Sissi ha detto...

Peccato che un programma così in tv lo hanno trasmesso in seconda serata.. a mio avviso descriminando l'evento