Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

domenica 9 agosto 2009

Rafting!

E' arrivata l'ora di provare una nuova esperienza: il rafting.
Questa disciplina sportiva permette di avere un contatto diverso con la natura; una scarica di adrenalina circondati da acque spumeggianti e freddissime, l'ideale con questo caldo.
Con il gruppo di Daniele, ci troviamo nella sede del Rafting Sterzing presso la stazione a valle della funivia di Monte Cavallo a Vipiteno. Qui uno degli istruttori ci da il benvenuto e comincia a dare le prime istruzioni. Veniamo in seguito inviati alla vestizione. Ci danno l'equipaggiamento completo: muta e giacca in neoprene, scarpe, giubbotto salvagente e casco. Usciti dagli spogliatoi saliamo su un pullman che ci porta nella zona di imbarco presso Stilves, 3 km. a sud di Vipiteno.
Da qui partono tre diversi percorsi in base alle capacità ed esperienza degli equipaggi:
Isarco 1 - 10 km. - 3 ore - media/impegnativa (€ 39,00);
Isarco 2 - 15 km. - 3 ore e mezza - impegnativa (€ 49,00);
Isarco 3 - 20 km. - 4 ore - sportiva/molto impegnativa (€ 59,00).
Prima di calare i gommoni nell'Isarco gli istruttori ci spiegano simpaticamente i fondamenti per governare le imbarcazioni tra le rapide
e le manovre per recuperare eventuali "naufraghi".
Formiamo gli equipaggi; a me capita l'unico gommone giallo, gli altri quattro sono rossi. Il capo equipaggio mi mette davanti a far coppia con un'altra persona della mia stessa corporatura. C'è allegria nel gruppo e la voglia di scendere in acqua aumenta. Quando i capi equipaggio si sono assicurati che tutti avessimo appreso le tecniche e gli ordini che avrebbero impartito durante la discesa, danno il via libera.
Caliamo i gommoni in acqua e saltiamo dentro.
Si parte.
Subito la corrente, non ancora forte, ci porta verso sud. Approfittiamo per provare qualche ordine. Il paesaggio fluviale è meraviglioso e la frescura piacevolissima.
Dopo una decina di minuti, in corrispondenza di una doppia ansa, guadagniamo la riva destra per provare le tecniche di galleggiamento in caso di caduta in acqua. La prova consiste nello scendere nel fiume e lasciarsi trascinare via dalla corrente avendo l'accortezza di tenere i piedi in avanti restando sul dorso e cercando di governare il proprio corpo con braccia e mani. Cento metri più in basso, in corrispondenza della seconda ansa, dove c'era una corrente nulla, avremmo dovuto girarci e nuotare con forza fino ad uscire dalla corrente per guadagnare la riva opposta. Non tutti se la sono sentita di fare questa prova. Insieme alla persona che mi è stata abbinata sul gommone siamo stati i primi a rompere gli indugi. Siamo scesi dalla riva e ci siamo diretti verso il centro del fiume fino a quando la corrente non ci ha fatto mancare l'appoggio dei piedi e ci ha trascinato via. L'impatto dell'acqua gelida mi ha tolto il fiato per un attimo ma non c'è stato il tempo di pensare a questo "dettaglio"; dovevo recuperare subito la posizione corretta. In pochi secondi abbiamo percorso i cento metri che ci hanno portano alla seconda ansa dove c'era la presenza rassicurante di altri due istruttori. Mi sono girato e nuotando in scioltezza (nonostante l'equipaggiamento), sono riuscito ad arrivare dove la corrente molla la presa. Esco dall'acqua e assisto alla prova dei miei compagni che ancora erano sull'altra sponda. Non tutti riescono a vincere la corrente ed è stato necessario, quindi, aiutarli lanciandogli una cima per trascinarli a riva. Il divertimento è stato grande.
Ricomposti gli equipaggi siamo ritornati in acqua e abbiamo ripreso la navigazione.
Il fiume in questo tratto prende velocità e presenta alcuni passaggi molto divertenti con massi che affiorano, salti, rapide e acqua che schizza dappertutto.
Non ci accorgiamo neanche che abbiamo percorso 10 km. e che il divertimento, purtroppo è terminato. Nei pressi di Mules ci accostiamo alla riva sinistra dove troviamo l'autobus e i fuoristrada per portare noi e le imbarcazioni a Vipiteno.
E' stata la prima volta che ho provato quast'attività e mi sono divertito moltissimo. Sicuramente da riprovare!
Le foto che corredano questo post sono stata scattate da Daniele che ci ha inseguito lungo il corso dell'Isarco per immortalare le nostre imprese.
Ah, dimenticavo, io sono quello con il casco grigio.

1 commento:

Sciretti Alberto ha detto...

Grande. Vera andrenalina!