Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

giovedì 2 luglio 2009

Possibile scempio in Val Rosandra

La Val Rosandra, la valle dei Triestini.
Uno splendido angolo di paradiso rischia di essere sconvolto per far posto all'alta velocità.
Ieri leggevo l'ultimo numero de "Lo Scarpone", organo ufficiale del C.A.I. e sono inorridito nell'apprendere che esiste uno studio di fattibilità che prevede di violentare l'integrità di questa valle, gioiello naturale unico, straordinario serbatoio di biodiversità ma, soprattutto, vero e proprio riferimento storico per più generazioni di alpinisti e rocciatori (è stata la prima palestra di roccia in Italia, ideata e realizzata da Emilio Comici nel lontano 1929 per la neocostituita "scuola di alpinismo" nazionale).
Ebbene, ora tutto questo viene minacciato da uno scavo faraonico a doppia galleria che dovrebbe perforare il sottosuolo carsico ricco di falde acquifere e di grotte. Gallerie pensate per il collegamento ferroviario ad alta velocità Trieste-Divaccia (Slovenia) e che prevede l'asportazione di oltre 8 milioni di metri cubi di rocce calcaree e flysh.
Le inquietanti rilevazioni espresse da numerosi esperti (ingegneri, geologi, botanici, zoologi) a seguito di una coscienziosa analisi dello studio di fattibilità, reso ufficiale da poco, suscitano obietti timori per il rischio di un grave stravolgimento idrografico della valle (prosciugamento delle falde acquifere e rinsecchimento dello stesso torrente Rosandra), di un devastante mutamento ecologico e geomorfologico degli habitat delle cavità ipogee e di una irreversibile alterazione della flora e della fauna dell'intera area.
Timori, tra l'altro, condivisi e segnalati dagli stessi progettisti ed estensori dello studio.
Gli amici della Sezione C.A.I. XXX Ottobre di Trieste esprimono allarme e legittima preoccupazione per ciò che potrebbe realmente accadere di traumatico e di irreversibile al delicato ecosistema della Val Rosandra a seguito delle decisioni che preferiscono questa logica di tracciato ad altre soluzioni alternative meno sconvolgenti per l'ambiente circostante.
Immagino che in breve tempo si aprirà un dibattito pubblico su questo problema. L'autore di questo blog è, ovviamente, contrario a questo tipo di intervento invasivo pur nella consapevolezza che l'alta velocità è una opportunità da non lasciarsi sfuggire.
Seguirò questa vicenda con grande attenzione.
Un caro saluto.

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