Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

venerdì 5 giugno 2009

Castel del Monte

Castel del Monte sorge su una specie di altopiano calcareo, improvviso, isolato, imponente, misterioso, a 18 chilometri da Andria, nella assolata Puglia.
Forma e posizione lo rendono una presenza imponente e vagamente inquietante che pare celare tra le sue antiche pietre oscuri segreti.
I documenti relativi alla sua costruzione sono scarsi; gli archivi ci consegnano una lettera del 1240 inviata dall'Imperatore Federico II Hohenstaufen al giustiziere della Capitanata, Riccardo di Montefusco, affinché provvedesse alle operazioni di lastricatura del castello. Anche il progetto del maniero risulta privo di paternità anche se alcuni intravedono la mano di Nicola Pisano, altri quella di Riccardo da Lentini e altri ancora sostengono che a ideare la costruzione fu lo stesso Federico II.
Ancora oggi non si conoscono gli scopi per il quale il maniero è stato costruito in quanto si discosta da tutti gli altri edifici coevi. Viene definito "castello" in mancanza di altri termini più adeguati; in effetti la prima impressione che fornisce è proprio quella ma se osserviamo meglio ci accorgiamo che manca un fossato, non ci sono tracce di merlature sugli spalti, il portone d'ingresso è in posizione scarsamente difendibile. Quasi certamente è stato un edificio di corte (alcuni lo hanno definito casino di caccia) che richiama alcune costruzioni islamiche dell'epoca ma se si considera il suo isolamento ci accorgiamo che anche questa ipotesi si dimostra debole.
Con la decadenza del potere imperiale, il maniero subì le stesse vicende passando nelle mani di vari feudatari. 
Nel 1528 fu bombardato dalle artiglierie francesi di Odetto di Foix. 
Venne in seguito usato come rifugio dai nobili durante le epidemie di peste del XVII secolo e come sede dei superstiti scampati alla rivoluzione giacobina del 1799. 
Nel 1876 fu acquistato dallo Stato per 25.000 Lire e sottoposto a una lunga serie di interventi di restauro e recupero. 
Dal 1996 è entrato a far parte del Partimonio dellUmanità, elevato a tale rango dall'UNESCO. 
Questo castello ha la forma di un prisma ottagonale alto 20 metri e largo 40. Gli angoli sono dotati di otto torri ottagonali larghe 8 metri; il cortile interno è ottagonale anch'esso con una larghezza di 17 metri e al suo interno vi era una vasca sempre ottagonale. 
La costruzione è divisa in due piani ciascuno dei quali ha otto stanze di forma trapezoidale Il castello, fino al 1897 era circondato da una cortina ottagonale. E', in sostanza, la celebrazione del numero otto e dei significati più o meno esoterici legati a tale numero. 
Un nugolo di studiosi si è divertito a trovare analogie, simbolismi, somiglianze, peculiarità matematiche, astronomiche, geometriche e coincidenze in molti campi dello scibile umano. 
Lo studioso Aldo Tavolaro sostiene che il singolare edificio sia stato concepito come "emblema materiale di una conoscenza raffinata e vastissima". Il castello sarebbe un colossale gnomone solare.
Non aspettatevi di trovare, all'interno del castello, ambienti affrescati e riccamente arredati. Le traversie subite dal vecchio edificio ce lo consegnano spoglio ma ricco di suggestioni. Il portale d'ingresso è forse l'elemento più "artistico" e unisce elementi gotici e classici. 
Accedendo al maniero troviamo una cosa incomprensibile: dalla sala di ingresso si deve obbligatoriamente accedere ad una stanza laterale e solo da quest'ultima è possibile accedere al cortile centrale da cui un percorso obbligato ci porta a visitare gli altri ambienti. 
Se siamo attenti, noteremo altri particolari che "rovinano" la perfezione geometrica di questo capolavoro. Ad esempio non tutte le torri hanno le scale a chiocciola di accesso ai piani superiori 
e quelle che le hanno non sono simmetriche; ancora, al primo piano le sale prendono luce da finestre che a volte sono a bifora 
e a volte a trifora. 
Nelle sale possiamo solo citare alcune belle lunette e mensole ornate con teste di satiri. Nell'ottava sala al pianterreno (l'ultima che si incontra visitando gli ambienti in senso antiorario dall'ingresso) si trovano i pochi resti di un pavimento musivo. Il disegno originale, secondo quanto si può desumere, era costituito da un quadrato "magico" posto al centro e circondato da stelle a sei punte risultanti dalla sovrapposizione di due triangoli equilateri, uno con il vertice rivolto verso l'alto (rappresentante il Sole, il fuoco e l'uomo) e uno con in vertice in basso (la Luna, l'acqua e la donna). Queste stelle di Davide sono anche definite "sigilli di Salomone". Pare che, visitando questa sala, numerose persone particolarmente sensibili, siano state colpite da malori misteriosi. Dopo aver registrato la mia "insensibilità" alle stelle magiche e quindi essere uscito incolume da questi ambienti, salgo fino al terrazzo (recentemente rifatto) da cui è possibile godere di uno splendido panorama delle Murge fino al Gargano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

non ci crederai ma a me è successo...ci sono stata due volte...e tutte e due le volte lo stesso fenomeno,improvvisamente in quella stanza mi si sono "tappate" le orecchie come quando si è sott'acqua o in montagna, solo in quella stanza appena fuori tutto a posto,non mi spiegavo il motivo perchè non la conoscevo questa particolarità...comunque continuo ad essere scettica...sarà stato puro caso.