Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

domenica 5 aprile 2009

La cucina libanese

Se c'è una cosa che, più di altre, mi ha fatto accettare di buon grado un mio secondo semestre di impiego in Libano è stata la sua cucina.
Le pietanze di questo paese sono eccellenti e rispecchiano la tanto celebrata dieta mediterranea: verdure, legumi, insalate, ortaggi, carni bianche e olio extravergine di oliva sono i principali ingredienti che potete trovare nelle case e nei ristoranti libanesi.
Facciamo adesso una panoramica di quello che potete aspettarvi se avrete la fortuna di sedervi in uno dei tanti locali che servono questi ottimi piatti.
Innanzi tutto, appena entrati, il cameriere vi porterà dei piattini con stuzzichini come quelli nella foto.
In questo caso vediamo lupini (tormos), carote salate (jasar) e semi vari (bzurat) ma potranno servirvi anche peperoni, sottaceti altro.
Quando vi porteranno il menù, non aspettatevi di capirci molto; potete regolarvi come faccio io cioè chiedete le "mezzas" che sono gli antipasti libanesi lasciando mano libera al cameriere.
Vi verranno servite tutta una serie di piatti e ciotole contenenti bontà dai sapori esotici e insoliti.
Quasi sicuramente vi porteranno due tipi di insalata. 
Il fattoush fatto con pomodori, cetrioli, cipolle rosse, insalata verde (lattuga), ravanelli, carote, olive nere, prezzemolo, menta, succo di limone e extravergine di oliva; viene generalmente accompagnato con crostini di pane.
L'altra insalata è il tabulè, un piatto freschissimo fatto con molto prezzemolo, menta, pomodori, cipolla, tritati finemente e conditi con olio e limone.
Dell'hummus vi ho già scritto in altro post.
C'è poi una "mezzas" che ricorda l'hummus ma al posto dei ceci si usa la melanzana passata alla fiamma viva; il nome di questa squisitezza è mutabal beitinjan e generalmente viene servita con dei grani di melograno. La mutabal beitinjan realizzata senza l'utilizzo della tahina viene chiamata baba ghannouj.
Proseguendo, potremo trovare le batata harra, sono delle patate piccanti passate al forno, aromatizzate con menta e condite con olio, limone e prezzemolo.
Le kebbeh meklie sono delle polpette di grano spezzato ripiene di carne di manzo, pinoli e cipolla.
Continuando a parlare di carne potete trovare i saudat jaj, fegatini di pollo conditi con limone e debs rumman (una sorta di aceto di melograno).
Una cosa molto particolare è il warak inab; sono degli involtini di foglie di vite ripieni di riso.
E rimanendo in tema di involtini, cosa ne dite di questi rkakat? Non è una parolaccia, sono degli involtini di pasta sfoglia ripieni di formaggio fresco.
Deliziosi sono questi makanek, salsiccette di manzo (più raramente montone) condite con l'onnipresente limone.
E se tutti questi antipasti non vi sono bastati, potete ordinare la portata principale a base di carne o pesce.
Io di solito ordino il taouk..
Sono dei bocconcini di pollo speziati e passati nel concentrato di pomodoro, 
serviti in una fetta di khobez arabi (pane arabo) per non disperderne il calore e accompagnati da patatine e da una deliziosa crema all'aglio.
Altrettanto buono è il pollo servito su un letto di riso e mandorle.
In molti ristoranti non sarà possibile innaffiare queste pietanze con del vino in quanto ci troviamo in un paese musulmano e al massimo potrete trovare della birra analcolica. Solo nei grandi centri turistici, frequentati dagli occidentali, i ristoranti hanno una carta dei vini decente.
Al termine del pranzo, in alcuni locali, il cameriere vi inviterà ad alzarvi e a sedervi ad un tavolo vicino sul quale troverete vassoi di frutta di ogni tipo e dove vi serviranno il caffè.
Il caffè è, purtroppo, una nota dolente sulla quale non mi dilungo. 
Il pranzo si conclude, generalmente, con una fumatina di narghilè; basta chiederlo e il cameriere vi porterà questo caratteristico strumento con un bocchino sigillato e l'aria si riempie di fragranze che rimandano ad atmosfere dalle mille e una notte.
Sarà, invece, quasi impossibile trovare dolci; se proprio ne avete voglia potete entrare in una delle molte pasticcerie dove non avrete che il piacevole imbarazzo della scelta e il vostro colesterolo avrà un'impennata imbarazzante.
Vi consiglio vivamente di visitare qualche pasticceria; è una esperienza notevole e tutti i sensi (tranne l'udito) verranno stimolati in maniera piacevole.
Un caro saluto... io vado a cena.

11 commenti:

welles ha detto...

Interesting photo series! It must be very delicious!

Trekker ha detto...

Yes, of course. All Lebanese cooking is very tasty.

Sax ha detto...

Sei irrecuperabile!

Trekker ha detto...

Più che irrecuperabile mi definirei "iriducibbile" come direbbe un mio amico di Roma.

Luca and Sabrina ha detto...

Non conoscevamo la cucina libanese perciò abbiamo letto avidamente ogni riga, rifacendoci gli occhi con le immagini dei piatti. Amiamo i sapori mediterranei, la frutta secca abbinata a primi e secondi piatti, le note piccanti, a proposito, quelle patate devono essere deliziose, per non parlare delle insalate particolarmente ricche ed aromatiche. La menta lascia sul palato una sensazione di freschezza che a noi piace molto, in particolare amiamo il pesto di menta. L'hummus a dire la verità lo conoscevamo già, è tipico della cucina araba ed africana tra l'altro. E poi avremmo voglia di assaggiare sia le polpette che gli involtini, se hai una ricetta di queste due pietanze, saremmo particolarmente interessati. Sul caffè immaginiamo che sia meglio sorvolare, ma per quanto riguarda il resto, è tutto molto gustoso, sapori decisi e sì, hai ragione, molto mediterranei,
Un abbraccio da Sabrina&Luca

Trekker ha detto...

Grazie per essere passati. A me le patate non piacciono molto ma fatte nel modo che ho descritto hanno un sapore deciso e allo stesso tempo fresco... molto particolare.
Ricambierò la visita con estremo piacere. Un abbraccio.
Ciao.

Laura ha detto...

Che post godurioso! Io ho il marito libanese, quindi ho avuto modo di gustare questa cucina deliziosa e opulenta. Quando siamo in Libano e andiamo a cena fuori, raramente riesco ad andare oltre ai mezze..

Trekker ha detto...

Laura,
grazie per la visita che ricambierò.
Contrariamente a te io riesco ad andare ben oltre le mezzas e, proprio oggi, sono reduce da un pranzo eccellente consumato al "Tyro's" sul lungomare di Tiro dove mancava solo il dolce (come normalmente accade nei ristoranti).
Un caro saluto.

Anonimo ha detto...

Un saluto da Beiru.
Si la cucina libanese e` buona quanto monotona.A tutti quelli che verranno a visitare il Libano ricordo di comprare tutti i prodotti farmaceutici contro stitichezza o diarrea, il concetto di igiene, in Libano e equiparato al loro modo di guidare.Una citta` totalmente disorganizzata,e sporca, orribile e maleodorante come il loro caffe`.In cambio ci sono bellissime donne.

Trekker ha detto...

Caro amico anonimo,
sono d'accordo con te solo per il traffico, il caffè e per le donne, per il resto ho una visione molto diversa.
Beirut è una città bellissima e dal fascino particolare: in quanto al cibo non è monotono e non ho mai avuto bisogno di farmaci anche se raccomando le solite norme di prudenza (bibite sempre in bottiglia chiusa, uno sguardo alla cucina ecc.).

topolino ha detto...

caro amico anonimo..
se nn ti piace la cità nn sei costretto ad andarci...........
qui di sporco ci sei solo te..