Un piccolo diario che ha come filo conduttore il mio amore per la montagna e per i viaggi in genere... ma anche pensieri e riflessioni su quello che mi circonda perché il vero esploratore è colui che non ha paura di spogliarsi delle ipocrisie e aprirsi all'ignoto.

sabato 4 ottobre 2008

Sacchi a pelo

Quando la durata dell'escursione supera la giornata e non si prevede il pernottamento in rifugio, è necessario far posto nel proprio zaino ad un saccoletto (sacco a pelo).
Questo capo di equipaggiamento rappresenta il morbido e confortevole bozzolo nel quale ci si rifugia per passare la notte, riposare e recuperare le energie.
Scegliere un saccoletto non è cosa semplicissima: in negozio vi troverete di fronte a tante opportunità e se il negoziante non è in vena di consigli è meglio arrivare all'acquisto preparati.
In relazione alle zone e periodi dell'anno in cui si intende utilizzare il sacco, la cosa più importante è quella di verificare le fasce di temperatura per cui il prodotto è dichiarato "adatto" (su ogni sacco a pelo deve sempre comparire la "temperatura di comfort" e le due temperature estreme, massima e minima, entro le quali l'utilizzo di quel sacco è consigliato). Questi valori sono calcolati da enti indipendenti che si avvalgono di procedure scientifiche standardizzate. 
Entriamo nel dettaglio con le definizioni di temperature.
Temperatura comfort: livello di temperatura entro cui un fisico medio femminile (25 anni, 60 kg., 160 cm.) può trascorrere una notte senza rischio di congelamento. 
Temperatura limite: livello di temperatura entro cui un fisico medio maschile (25 anni, 70 kg.; 173 cm.) può trascorrere una notte senza rischio di congelamento. 
Temperatura estrema: questo valore è calcolato per un fisico medio femminile in condizioni di freddo estremo. E' già presente un potenziale rischio di congelamento.
Al momento dell'acquisto fate riferimento alla temperatura comfort e considerate che i test avvengono utilizzando manichini e che molti altri fattori incidono sulla temperatura percepita (abitudini alimentari, forma fisica, stato di salute, stanchezza, grasso corporeo, attitudine mentale ecc.).
Gli esempi che seguono possono aiutare nella scelta:
da 3°/5° ai 10°/14°  trekking estivo a quote moderate, campeggio, barca;
da - 5° ai 9° trekking nelle mezze stagioni con pernottamento in bivacco o rifugio non dotato di coperte oppure in tenda in media/alta montagna;
da -16°/- 12° ai -1°/2° trekking invernale con pernottamento in tenda o rifugio non dotato di coperte e riscaldamento oppure bivacco all'addiaccio con temperature non proibitive;
da -20°/- 10° ai -4°/-6° alpinismo e alta montagna;
da -38°/- 20° ai -23°/-10° condizioni estreme e spedizioni in alta quota.
Gli altri fattori da considerare sono:
  • dimensioni minime interne del sacco che possono variare a seconda dell'altezza dell'utilizzatore e dei differenti modelli utilizzati;
  • ingombro e peso soprattutto per quei prodotti che vanno portati al seguito durante i trekking;
  • composizione dei materiali e loro assemblaggio; un buon saccoletto deve essere composto da strati sovrapposti ed indipendenti, anche di materiali diversi che vanno dalla piuma d'oca ai moderni sintetici quali Hollofill, Termolite, Polarguard, Nylon Ripstop ecc.
  • forma del saccoletto che influisce sulla comodità d'uso dello stesso; io, ad esempio, non sopporto di dormire nei sacchi a mummia perché gambe e piedi sono di fatto immobilizzati ma questo tipo di sacchi è il più performante per peso, ingombro e temperatura; in figura le varie forme disponibili. 
1. rettangolare con cappuccio;
2. a "mummia" con cappuccio;
3. a coperta (con o senza cappuccio);
4. fodera termica (si sovrappone al sacco a pelo per aumentarne l'isolamento);
5. saccolenzuolo di cui parleremo tra breve.
Individuato il nostro sacco passiamo ad analizzare l'etichetta che deve riportare: il riferimento alla norma UNI EN 13537, la composizione del materiale di imbottitura e del tipo di tessuto utilizzato, il peso del sacco, un grafico con l'indicazione delle fasce termiche di utilizzo (fascia comfort, fascia di transizione e fascia di rischio), il nome del produttore e/o del distributore.
Per la cronaca il sacco a pelo che mi accompagna da un paio di anni è il Lake 250 della Bertoni ed è del tipo rettangolare con cappuccio.
Il saccolenzuolo è una vera e propria fodera e può essere utilizzato all'interno del  sacco a pelo per evitare di sporcarlo oppure, quasi sempre, deve essere usato in rifugio prima di mettersi sotto le coperte per evidenti motivi di igiene ed ecologici (pensate al trasporto a valle delle lenzuola per la relativa lisciviatura). I gestori, comunque, hanno sempre una scorta di questi sacchilenzuolo che è possibile acquistare per pochi Euro. 
I migliori sono quelli in seta che scivolano meglio nel sacco a pelo.
Considerando che l'ingombro è minimo, io ne ho sempre uno nello zaino. 
Fate la scelta giusta e... buon riposo.

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